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Hubble da record: scoperta GN-z11, la più antica galassia ai confini del tempo

galassia GN-Z11 hubbleROMA – Il telescopio spaziale Hubble ha conquistato un altro record.
Questa volta ha fotografato i confini del tempo: una galassia distante 13,4 miliardi di anni luce, quando l’universo aveva appena passato la sua infanzia.
Si tratta di una scoperta sensazionale, che fornirà agli scienziati una nuova finestrasu sulla storia dell’universo.
La galassia, chiamata GNz11, è così lontana cheHubble, o qualsiasi altro telescopio, non avrebbe potuto essere in grado di scorgerla.
Solo il nuovo, imminente telescopio James Webb dovrebbe essere in grado di attraversare questa distanza, il che significa che, anche se Hubble è in procinto di essere sostituito, ha ancora parecchie carte da giocare.

GNz11 esisteva appena 400 milioni di anni dopo il Big Bang, più o meno 13,4 miliardi di anni fa.
Poiché la luce di una tale galassia lontana deve percorrere grandi distanze per raggiungere la Terra, gli scienziati stanno vedendo GNz11 come sembrava oltre 13 miliardi di anni fa.
Per capire meglio questa distanza, guardate il video di seguito: partendo dall’Orsa Maggiore sarete catapultati attraverso lo spazio e il tempo fino a raggiungere GNz11.

Si tratta di un nuovo “record di distanza cosmica” che ha raggiunto un punto nel tempo che gli scienziati pensavano di non poter mai osservare con le attuali tecnologie.
“Abbiamo fatto un grande passo indietro nel tempo, al di là di quello che ci saremmo mai aspettati di essere in grado di fare con Hubble,” ha spiegato Pascal Oesch, astrofisico della Yale University e autore principale dello studio.

GN-z11, appare come una insignificante, sfocata, macchia rosso scuro quando è ingrandita dall’immagine catturata dal telescopio Hubble. Ma misurando un fenomeno noto come “redshift”, Oesch e i suoi colleghi sono stati in grado di guardare indietro nel tempo, quando la galassia era brillantemente blu e incredibilmente calda, pieno di nuove stelle che si sono formate ad un ritmo frenetico.

galassia GN-z11 hubble

Misurare la distanza di un oggetto cosmico così lontano pone molte sfide per gli scienziati, tra cui il fatto che l’universo è in espansione, e si sta espandendo da quasi tutto il tempo.
Ogni misurazione della distanza deve tener conto esattamente di quanto lo spazio tra gli oggetti si è allungato da quando la luce lascia un oggetto e viaggia verso la Terra.

Per questo, piuttosto che in km o miglia, questi calcoli si basano sul “redshift”, lo spostamento della luce verso il rosso (la frequenza più bassa).

Redshift

Il redshift spiega la colorazione rossastra di GN-z11: poiché l’universo è in espansione, ogni oggetto che vediamo attraverso un telescopio in realtà si sta allontanando da noi.
Muovendosi, le onde di luce emesse si allungano, spostandosi dal colore blu, che ha una lunghezza d’onda relativamente breve, fino al rosso, le cui onde sono lunghe.

Perciò, un redshift più alto indica un oggetto più distante.

Misurando il grado di spostamento verso il rosso, gli scienziati possono capire quanto tempo la luce ha viaggiato fino a noi attraverso lo spazio.

In precedenza, il redshift più alto mai misurato era della galassia EGSY8p7, il cui spostamento verso il rosso era 8.68 (circa 13,2 miliardi anni nel passato).
Il redshift misurato di recente della galassia GN-z11 è un enorme 11.1.

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