Attentato a Parigi: la guerra giunge in Europa

Andrea Ceredani – Cosimo Savelli
Liceo Classico “Galileo” di Firenze

13 novembre 2015. Terrore e morte invadono Parigi, la guerra arriva in Europa.
21:16. Iniziano gli attacchi coordinati dei terroristi dell’ISIS. Un kamikaze si fa esplodere sulla rue Rimet, la strada attorno allo Stade de France, mentre era in corso l’amichevole Francia-Germania. L’attentatore si era precedentemente presentato munito di biglietto alle porte dello stadio, ma, scoperto l’esplosivo che portava con sé, è stato respinto e si è fatto esplodere nella fuga. Con lui è morto all’istante anche un passante. All’interno dello stadio gli spettatori hanno percepito all’istante la pericolosità della situazione e il presidente Hollande è stato prontamente riportato in elicottero all’Eliseo, mentre la partita si è regolarmente conclusa per ragioni di ordine pubblico. Questo, però, sarebbe stato solamente il primo atto di una drammatica tragedia consumatasi nei minuti successivi.
Alle 21:25 si avvicina ai ristoranti Carillon e Petit Cambodge del XII arrondissement una Seat nera, dalla quale scendono altri efferati assassini sparando all’impazzata, provocando la morte di altre tredici persone. Nel corso dei successivi sette minuti l’attacco si è fatto sempre più cruento e sanguinario, manifestandosi come una pianificazione tanto diabolica quanto puntuale. Alle 21:30, infatti, un’altra esplosione ha sconvolto i dintorni dello Stade de France (più precisamente nelle vicinanze dell’ingresso H), mentre alle 21:32 cinque sono state le vittime di uno scoppio avvenuto in Rue de la Fontaine au Roi, nelle vicinanze del ristorante Casa Nostra.
La notte di paura e sangue cala su Parigi sempre più tenebrosa e purtroppo non ha ancora intenzione di lasciare spazio all’alba. Alle 21:43 un terrorista si fa esplodere su Boulevard Voltaire, nei pressi del Bataclan, celebre teatro ottocentesco che di lì a poco sarebbe divenuto il palcoscenico di una spietata e disumana carneficina. Al suo interno, circa 1500 persone stavano ascoltando ignari la musica hard rock degli Eagles of Death Metal, inconsapevoli della minaccia che incombeva sulle loro teste. Nel frattempo, Salah Abdeslam e due suoi complici stavano fuggendo su una Renault Clio nera targata Belgio alla volta di Bruxelles, dopo per aver rinunciato a farsi esplodere. Alle ore 21:45, con grida e raffiche, Samy Amimour, Ismael Omar Mostefai e un altro uomo fanno irruzione nel palazzo mietendo vittime e prendendo in ostaggio chiunque fosse stato vicino a loro. Non c’è pietà nei confronti di coloro che, inermi, si trovano davanti agli attentatori: nessuno dei presenti a portata di tiro viene risparmiato, tutti sono trattati come bersagli umani, senza distinzioni religiose o politiche. Dai video girati dai testimoni, si vede come gli spari fossero stati presi per effetti speciali del concerto, cosa molto usuale tra le band di questo genere. Al grido di “Allah Akbar”, la strage inizia e il panico si diffonde in fretta tra le persone. La band fugge dal palco, seguita di corsa da coloro che, gambe in spalla, hanno trovato delle uscite in fretta e furia. Coloro che sono rimasti in platea vengono barbaramente uccisi con perizia in modo tale da verificare che non ci siano finti morti, e in tal caso, ucciderli. I tre uomini poi prendono una donna incinta in ostaggio presso uno dei palchetti laterali e, minacciando di lanciarla giù, la obbligano a mettersi in contatto con la polizia. Alle 22 due agenti da soli entrano armati di pistole e si trovano faccia a faccia con l’attentatore anonimo, che aveva un ostaggio con sé. I due lo freddano senza cedere alle intimidazioni, per poi uscire dal locale in attesa dei rinforzi. Dopo un lungo quarto d’ora arrivano le forze speciali, deputate a trattare con Ismael e Samy, che si erano asserragliati nella platea con venti ostaggi. Un’altra unità giunge alle 22:30, accompagnata dalla R.A.I.D., le teste di cuoio della Police Nationale Française. Il negoziatore si piazza su un’auto in borghese e si mette in contatto telefonico con gli attentatori. I due sono visibilmente disperati, confusi e probabilmente sotto effetto di droga. Continuano ad urlare di essere i soldati del califfato, a insultare Hollande e delirare. A mezzanotte e venti il prefetto di Parigi dà l’ordine alla RAID di entrare. Gli uomini si schierano rapidamente e in tre minuti entrano ed escono, facendosi strada con granate esplosive e stordenti. Liberano gli ostaggi e uccidono i due uomini. Il numero di vittime della strage al Bataclan è di 89 morti. Il totale di questa triplice barbarie è di 130 vittime e 350 feriti, tra i quali ci sono ancora 26 persone in rianimazione. Salah invece è ancora in fuga, braccato dalla polizia di tutta Europa, che ancora non è riuscita ad arrestarlo.

Andrea Ceredani 5D & Cosimo Savelli 3E
Liceo Classico “Galileo” di Firenze