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La macchinazione: al cinema gli ultimi mesi di Pier Paolo Pasolini

ROMA – David Grieco porta sul grande schermo gli ultimi mesi di vita di Pier Paolo Pasolini mettendo in risalto l’uomo, con tutte le sue paure e debolezze. La pellicola, in sala dal 24 marzo, si basa su una tesi ben precisa:  quella, secondo cui la morte del famoso scrittore è da  ricondurre all’inchiesta che stava portando avanti sui poteri forti che sarebbero stati dietro alla serie di stragi italiane.

la macchinazione

Sinossi – Nell’estate del 1975, Pier Paolo Pasolini è impegnato al montaggio di uno dei suoi film più discussi, “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, e nella stesura del romanzo “Petrolio”, un atto di accusa contro il potere politico ed economico dell’epoca. Intanto, da mesi ha una relazione con Pino Pelosi, un giovane sottoproletario romano che ha legami con il mondo criminale della capitale. Una notte, alcuni amici di Pelosi rubano il negativo di “Salò” e chiedono un riscatto esorbitante. Il loro vero obiettivo non sono i soldi, ma uccidere Pasolini.

Il film, distribuito da Microcinema, vede come protagonisti Massimo Ranieri, Libero De Rienzo, Matteo Taranto, Francois Xavier Demaison e con Milena Vukotic, Roberto Citran, Tony Laudadio e Alessandro Sardelli e l’amichevole partecipazione di Paolo Bonacelli e Catrinel Marlon.