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ROMECUP 2016, la robotica e il suo valore educativo enorme opportunità per i giovani

romecupROMA – Parte oggi la nuova edizione della RomeCup, il multi evento che dal 2007 diffonde l’innovazione collegando scuole, centri di ricerca, università, aziende e istituzioni, diregiovani.it ha intervistato Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale.

D: La Fondazione compie 10 anni e festeggia con un evento dalla valenza plurima: la RomeCup e la prima edizione delle Olimpiadi della robotica. Quanto sono oggi lontani dalla fantascienza i robot e il loro ambiente?

R: È la RomeCup che compie dieci anni. La Fondazione e’ piu’ vecchia, ha gia’ 15 anni di storia. Da subito abbiamo pensato che la robotica possa portare benefici trasversali in tutta la societa’ e diventare un asse di sviluppo strategico per le politiche di smart specialization. In alcuni campi la fantascienza e’ giu’ superata. Nelle scuole si e’ ormai formata una nuova generazione di studenti che e’ in grado di costruire e programmare un robot per qualsiasi uso, dal soccorso in situazioni di emergenza alla distribuzione delle crocchette al cane in orari prestabiliti. Quello che colpisce e’ la familiarita’ che i piu’ giovani hanno acquisito con sensori, schede e comandi, perche’ ormai si parte dalla scuola primaria, e l’uso sociale. Girando tra gli stand della RomeCup si trovano moltissimi progetti pensati per persone con bisogni speciali, dalla giostrina che fischia per i bambini con disturbi del linguaggio alla casa domotica per gli anziani e per chi ha mobilita’ ridotta. A proposito di fantascienza c’e’ una scuola di Castellanza, in provincia di Varese, che con tre robot giocattolo ha messo in scena le tre leggi di Asimov e porta lo spettacolo nei reparti di pediatria degli ospedali. Perche’ la robotica puo’ anche essere terapeutica!

L’intervista continua ed il focus si sposta sui temi centrali della prima giornata.

D: Donne e tecnologia realta’ virtuale e droni sono protagonisti dei due talk che animeranno la giornata di inaugurazione dell’edizione 2016 della RomeCup. Ci concede qualche anticipazione?

R: Ci occupiamo da quando siamo nati di pari opportunita’ per favorire l’occupazione delle donne nei settori tecnologici. Siamo convinti che bambine e ragazze possano essere educate senza pregiudizi e stereotipi ad acquisire sicurezza nelle proprie capacita’ e a valorizzare creativita’, flessibilita’, problem solving e leadership. Una delle strategie piu’ efficaci e’ quella dell’incontro e del dialogo con figure reali, donne affermate nella professione che hanno scelto. Per questo quest’anno abbiamo deciso di coinvolgere tre donne che lavorano con risultati straordinari nella robotica. Ma abbiamo anche il primo arbitro donna della RomeCup, una docente romana che e’ anche una allenatrice di campioni robotici. E abbiamo anche studentesse in tanti team e anche qualche squadra sbilanciata al contrario, con piu’ ragazze che ragazzi, come al Severi di Salerno. Nel secondo talk sono protagonisti i droni perche’ sono un esempio perfetto delle applicazioni trasversali della robotica, dall’intrattenimento alla sicurezza. E accanto agli esperti (tra cui: Claudio Moriconi dell’Enea, Arturo Baroncelli di Comau e il Ten. Col. Paolo Nurcis dell’Aeronautica militare) abbiamo voluto anche uno startupper 30enne, Nicola, che con due amici ha costruito una piccola impresa stampando le ali di uno dei modelli piu’ innovati proprio nel nostro fab lab della Palestra dell’Innovazione. La loro startup, giovanissima, e’ gia’ valutata circa un milione di euro. Ci auguriamo che possa diventare un bell’esempio di scaleup italiana.

Da ultima, ma non meno interessante, l’opinione del direttore generale della Fondazione Mondo Digitale sulle ricadute che la robotica puo’ avere nel quotidiano.

D: Nativi digitali, ricerca accademica e nuove opportunita’ di lavoro e sviluppo si incontrano nei pressi della robotica e tratteggiano scenari futuri. Quali sono quelli cherome cup 2016 2 vede Mirta Michilli dall’osservatorio della Fondazione Mondo Digitale?

R: Noi crediamo nel valore educativo della robotica, perche’ e’ uno strumento molto piu’ potente del coding. E pensiamo che la robotica, industriale e di servizio, stia cambiando il nostro stile di vita e il modo di lavorare, creando enormi opportunita’ per i giovani. Opportunita’ che bisogna saper cogliere e sviluppare, costruendo una societa’ della conoscenza per tutti. Per accelerare questo processo abbiamo messo in Rete oltre 70 soggetti, dalle scuole ai centri di ricerca, dalle aziende alle fondazioni, e abbiamo creato la Rete nazionale della robotica educativa. I giovani che partecipano alla RomeCup e alle Olimpiadi di robotica ci dimostrano che questo scenario e’ possibile.