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“Sorry for Bruxelles”, il piccolo profugo si scusa per i recenti attentati 

sorry for bruxelles 2ROMA – Sguardo triste e un foglio bianco con scritto “Sorry for Bruxelles”. Arriva dal campo profughi di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, il cordoglio di un bambino a seguito dei recenti attentati all’aeroporto Zavantem e alla fermata metro di Maelbeek a Bruxelles. Stipato tra almeno 13 mila persone che hanno provato ad attraversare il confine nord della Grecia per arrivare in Europa, il bambino ha voluto così mandare la propria solidarietà alle trentaquattro vittime delle esplosioni nella speranza che le stragi prima o poi si ferminino. In giornata, nello stesso campo profughi, due migranti si erano dati fuoco preferendo la morte a un ritorno verso casa.

Novità intanto sul fronte delle indagini. Un uomo e’ stato arrestato dalla polizia stamani a Anderlecht, in Belgio, proprio nell’ambito delle indagini sul doppio attacco terroristico di ieri a Bruxelles all’aeroporto e alla metropolitana, in cui hanno perso la vita quasi 40 persone e sono rimaste ferite oltre duecento. Alcuni media del Belgio hanno detto che si tratta di Najim Laachraoui, ma la radio Rtbf rimane cauta e non conferma l’identità dell’uomo, e si sta adoperando per confermarla attraverso le proprie fonti.

Laachraoui – secondo quanto riportano le altre fonti di stampa francese e belga – e’ sospettato di essere il regista e l’arteficekamikaze bruxelles di uno dei tre attentati che hanno colpito Parigi il 13 novembre, quello allo stadio di Saint-Denis, e che potrebbe anche essere coinvolto nell’attacco di ieri a Bruxelles. Si tratta di un uomo di 24 anni, noto con lo pseudonimo di Soufiane Kayal, e’ stato trovato dalla polizia in possesso di varie cinture esplosive. Su tali cinture esplosive sono state inoltre ritrovate tracce del suo Dna. Tracce gia’ trovate nel covo di Auvelais – scoperto dalla polizia belga il 26 novembre scorso nell’ambito delle indagini sugli attentati di Parigi di 13 giorni prima – e in quello di rue Henri-Berge’ a Schaerbeek, dove sarebbero stati preparati gli esplosivi di Parigi e in cui ha trovato rifugio Salah Abdeslam.

Gli inquirenti hanno inoltre confermato che si tratta del terzo uomo a bordo dell’automobile in cui viaggiavano Salah e Mohamed Belkaid, fermata dalla polizia il 9 settembre 2015 alla frontiera austro-ungherese. Si tratterebbe, infine, dell’uomo vestito di bianco visibile sui video delle telecamere di sorveglianza, tuttavia le autorita’ non hanno ancora confermato quest’ultima informazione.