spazio e scienza

Il 12 aprile 1961 di 55 anni fa, Gagarin conquistava lo Spazio [FOTO/VIDEO]

Il volo dell’allora maggiore Jurij Gagarin cominciò il 12 aprile 1961, alle ore 9:07 di Mosca, all’interno della navicella Vostok 1 (Oriente 1), del peso di 4,7 tonnellate: egli pronunciò la celebre espressione – поехали! (pojechali – “andiamo!”) al decollo per il volo spaziale.
Quando mi videro con la mia tuta spaziale trascinando il paracadute quando camminavo, iniziarono ad indietreggiare impauriti. Dissi loro di non spaventarsi, che ero un sovietico come loro, tornato dallo spazio e che doveva trovare un telefono per chiamare Mosca. [Gagarin racconta il momento in cui fu “avvistato” al rientro sulla Terra da un gruppo di contadini] 

Durante il volo, guardando dalla navicella ciò che nessuno aveva mai visto prima, comunicò alla base che: “…Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini. Distinguo i continenti, le isole e i fiumi e l’orizzonte è straordinario, circondato da un alone blu…” (Jurij Gagarin)

Jurij Alekseevič Gagarin è stato un cosmonauta e aviatore sovietico, primo uomo a volare nello spazio portando con successo a termine la propria missione il 12 aprile 1961 a bordo dell’astronave Vostok 1.

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L’impresa raccontata dalle prime pagine dell’epoca

Nato a Klušino (un villaggio nell’Oblast’ di Smolensk, nell’allora Unione Sovietica) il 9 marzo 1934, da padre falegname e madre contadina, crebbe in una di quelle collettività aziendali che erano sorte in Russia sul finire della rivoluzione del 1917 e si distinse a scuola per spiccate capacità nelle materie scientifiche. Tuttavia, fu costretto a interrompere gli studi a causa dell’invasione tedesca (iniziata il 22 giugno 1941), per riprenderli dopo la guerra: frequentò l’istituto tecnico industriale di Saratov e conseguì il diploma di metalmeccanico. Fu durante i suoi studi che Gagarin cominciò a interessarsi al volo. Nel 1955 si iscrisse a un aeroclub, dove sperimentò il primo volo della sua vita su uno Yak-18. Questa passione lo portò a iscriversi a una scuola di aeronautica, dove si distinse per il suo talento. Nello stesso anno entrò a far parte dell’aviazione sovietica; si diplomò con grande profitto nel 1957 presso l’Accademia Aeronautica Sovietica di Orenburg. Fu proprio nel 1957 che l’URSS lanciò nello spazio lo Sputnik 1 e si gettarono le basi per i primi voli spaziali con esseri umani a bordo.

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Gagarin si appresta a salire sulla capsula Vostok. (Musée Nicéphore Niépce, Ville de Chalon-sur-Saône / adoc-photos / adoc-photos)

Il 12 aprile 1961 Yuri Gagarin ha aperto la via alle missioni umane di esplorazione dello spazio. A nemmeno quattro anni dal lancio dello Sputnik che aveva inaugurato l’era spaziale, era l’uomo a superare i confini dell’atmosfera. Un primato conquistato nel pieno della corsa allo spazio che vedeva Stati Uniti e Urss acerrimi rivali.


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LA MISSIONE – Gagarin vienne lanciato alle 9:07 – ora di Mosca – dal cosmodromo di Baikonur all’interno dell’astronave “Vostok 1”, del peso di 4,7 tonnellate. Il volo durò 78 minuti, un’unica orbita intorno al pianeta, raggiungendo una distanza massima di 344km (apogeo) e minima di 190 km (perigeo). Dopo aver sorvolato Giappone, Sudamerica e Oceano Atlantico, sull’Africa, la Vostok accese in automatico i retrorazzi per rallentare e, all’altezza della Turchia, iniziò la procedura di rientro. Fu solo a quel punto che qualcosa si inceppò: la navetta prese a ruotare su se stessa per la rottura di un cavo e solo quando questo cedette del tutto Gagarin riprese il controllo riuscendo a rientrare sano e salvo, lanciandosi come previsto con il paracadute a 7mila metri d’altezza.

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La traiettoria del viaggio spaziale di Gagarin

L’impresa di Gagarin è considerata fondamentale perché dimostra che l’uomo può resistere alle tremende sollecitazioni della partenza e del rientro all’ambiente ostile dello spazio extraterrestre.

Dopo Gagarin, primo astronauta della storia e primo uomo che ha portato a compimento un volo spaziale attorno alla Terra, bisognerà attendere vent’anni esatti per vedere lanciato da Cape Canaveral il primo shuttle statunitense.

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Il trasporto in elicottero della capsula Vostok, nel 1962. (Science Photo Library=


Gagarin morì il 27 marzo 1968 a soli 34 anni, sette anni dopo la sua grande impresa, a bordo di un piccolo caccia MiG-15UTI, schiantatosi al suolo nelle vicinanze della città di Kiržač. Probabilmente l’aereo di Gagarin entrò nella scia di una formazione di tre Sukhoi Su-15. L’improvvisa turbolenza causata dai tre grossi caccia, ben più grandi e potenti del MiG-15 da lui pilotato, potrebbe aver fatto perdere a Gagarin il controllo del velivolo. Altre ipotesi teorizzano la collisione al suolo avvenuta a seguito della manovra fatta per evitare un altro caccia che non doveva trovarsi in quella zona.[7] Sposato e padre di due bambine, al momento della morte Gagarin era in procinto di partire per una nuova missione nello spazio; lo storico volo del 1961 sarebbe invece rimasto il suo unico viaggio in orbita. Le sue ceneri sono state poste presso il Muro del Cremlino, a Mosca.

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