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Senato, come cambia l’assetto dello Stato, la scheda riassuntiva

Senato logoROMA – Il 12 aprile 2016 è una data che passerà alla storia, almeno per la giovane Repubblica italiana. Ieri, infatti, il ‘sì’ definitivo del Parlamento alla fine di quello che viene identificato come ‘bicameralismo perfetto’ con la cancellazione, o meglio la trasformazione, del Senato. La riforma porta il nome di ‘ddl Boschi’, dal ministro Maria Elena Boschi Ministro senza portafoglio per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento.

Ma come cambierà l’assetto istituzionale italiano? Ecco una breve scheda sulle principali variazioni e riforme del sistema.

I fini del ‘ddl Boschi’ – La Camera dei Deputati sarà l’unica a poter votare le leggi e la fiducia al governo. Toccherà al Senato, invece, fare da ponte tra lo Stato, gli Enti locali e l’Unione Europea. I componenti di Palazzo Madama, ovvero i senatori, non saranno più eletti dai cittadini ma saranno un’emanazione dei Consigli Regionali eletti comunque dai cittadini. I numero dei senatori scende, con questo meccanismo, da 315 a 100 divisi in questo modo: 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 nominati dal Presidente della Repubblica. Quelli eletti dal Presidente della Repubblica non saranno più ‘senatori a vita’ ma resteranno in carica solo 7 anni. Una regola questa che, però, non tocca gli attuali senatori di nomina presidenziale.

Competenze del nuovo Senato della Repubblica – A sentori resta un ruolo consultivo e non più legislativo, ovvero le leggi ordinarie non passeranno più, per l’approvazione, dalle loro mani. Il ruolo principale resterà quindi quello di controllo e di verifica dell’attuazione delle norme, delle politiche pubbliche, dell’attività delle pubbliche amministrazioni e delle nomine spettanti al Governo. In tutti i casi più ‘importanti’ però i senatori saranno chiamati a dire la loro. Le questioni previste sono però molto specifiche e circostanziate e sono leggi costituzionali, tutela delle minoranze linguistiche, referendum popolari, normativa di Comuni e città metropolitane ed europea. Ai nuovi senatori anche il compito di eleggere due dei quindici giudici della Corte Costituzionale e partecipare all’elezione del Presidente della Repubblica.

senato vuoto

Quirinale – Cambia il quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica. Dalla settima votazione basteranno solo i tre quinti dei votanti per scegliere il nuovo inquilino del Quirinale. I delegati regionali, attualmente chiamati per l’elezione del Presidente, spariranno a favore dei nuovi senatori che, di fatto, sono già espressione delle Regioni.

Competenze delle Regioni – Spariscono gli Enti cosiddetti inutili e le Provincie. Tornano, inoltre, nelle mani del Governo di Roma competenze specifiche come produzione e distribuzione di energia e le reti di trasporto di interesse nazionale, dalle autostrade agli aeroporti passando per i porti. Cancellato anche il Cnel, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro.

Referendum – I referendum resteranno di due tipi: abrogativo e confermativo. Cambiamo però le regole per il loro svolgimento. Per gli abrogativi confermato il numero delle 500mila firme per richiederli così come è confermato il quorum che li rende validi, ossia il 50% + 1 degli aventi diritti al voto. Se le firme raccolte supereranno le 800mila il referendum, dopo il voto, sarà ritenuto valido anche con un quorum più basso cioè il 50% + 1 dei votanti alle ultime elezioni. Cambia anche l’istituto delle leggi di iniziativa popolare. In questo caso sale e di molto – da 50 mila a 150 mila – il numero delle firme necessarie per la presentazione ma in compenso il Parlamento avrà tempi certi per la loro discussione e eventuale approvazione. In questo modo le leggi di iniziativa popolare non potranno più essere dimenticate in qualche cassetto.

Prima della sua entrata in vigore il ‘ddl Boschi’ dovrà essere ‘approvato’ dai cittadini italiani attraverso l’istituto del referendum confermativo previsto nell’ultima settimana di ottobre.