Spazio: 14 aprile 1958, lo Sputnik 2 brucia nel rientro a terra. Perde la vita Laika

Sputnik 2

Sputnik 2 – Fu il primo veicolo spaziale a portare un essere vivente (la cagnetta Laika) in orbita intorno alla Terra. Così iniziò anche la gara per portare un essere umano in orbita terrestre. Lo Sputnik 2 fu il secondo satellite artificiale entrato in orbita della storia. Venne lanciato il 3 novembre 1957, a un mese di distanza dal primo satellite della storia, lo Sputnik 1

Sputnik 2 Laika (1)

Dopo vari test coi cani nell’ambito del programma spaziale sovietico, lo Sputnik 2 fu la prima sonda con a bordo un essere vivente, la cagnolina Kudrjavka (erroneamente denominata “Laika”, che era il nome convenzionale russo della razza) a raggiungere lo Spazio. Come avvenne per lo Sputnik 1, il razzo che lo mise in orbita fu il Semyorka (R-7). La massa era però ben superiore al primo satellite, ben 508,3 kg, compresi i 6 kg di Kudrjavka.

Sputnik 2 Laika (4)

È certo che, dopo il lancio dello Sputnik 2 dal cosmodromo di Baikonur, Laika arrivò viva in orbita ma dopo l’entrata in orbita i dettagli della sua sorte sono incerti. Esistono infatti diverse versioni dei fatti tra loro contrastanti.

Secondo alcuni Laika morì poche ore dopo l’entrata in orbita mentre altre stimano che sopravvisse per circa dieci giorni (ipotesi inverosimile poiché le batterie che alimentavano i sistemi dello Sputnik 2 si esaurirono dopo circa sei giorni).

La versione ufficiale dell’epoca data dal governo sovietico è che Laika sopravvisse per “oltre quattro giorni”. Tuttavia, nell’ottobre 2002 furono resi noti i risultati di nuove ricerche compiute da uno scienziato russo (Dimitri Malashenkov), che rivelarono che Laika sopravvisse unicamente per un periodo compreso tra le 5 e le 7 ore dopo il decollo.

Lo Sputnik 2 proseguì il suo viaggio compiendo oltre duemila orbite per poi bruciare il 14 aprile 1958 al rientro nell’atmosfera terrestre.

Il 3 novembre del 2007 verrà dedicato a Laika un monumento, per celebrare il cinquantesimo anniversario di quella straordinaria missione spaziale. Sorgerà accanto allo stadio della Dinamo di Mosca, vicino all’ Istituto di Ricerche Biologiche (fu questo ente ad addestrare Laika per la sua storica missione).

E’ grazie al suo estremo sacrificio che oggi lo spazio è una frontiera accessibile


La batteria del satellite si esaurì dopo appena 6 giorni. Rientrò nell’atmosfera terrestre il 14 aprile 1958, dopo un viaggio di 162 giorni. Il satellite rientrò nell’atmosfera come previsto vicino Mosca dopo aver raggiunto un’altitudine massima di 350 km, e la cagnolina Kudrjavka morì dopo appena cinque ore dal lancio per un problema del circuito di aerazione.

Il programma Sputnik consistette in una serie di missioni spaziali senza esseri umani promosse dall’Unione Sovietica alla fine degli anni cinquanta atte a dimostrare la possibilità di costruire satelliti artificiali. Il nome Sputnik (in cirillico Спутник) significa compagno di viaggio oppure satellite. Ufficialmente Sputnik era il nome dei veicoli spaziali delle prime tre missioni, ossia Sputnik 1, Sputnik 2 e Sputnik 3, mentre le restanti designazioni (Sputnik 4, Sputnik 5 ecc.) erano attribuite dal mondo occidentale poiché a quel tempo non erano conosciuti i nomi originali sovietici.

Sputnik 2 Laika (3)

Il programma portò al lancio del primo satellite della storia, lo Sputnik 1, avvenuto il 4 ottobre 1957, e diede inizio all’epoca dell’esplorazione spaziale. Tutti gli Sputnik vennero messi in orbita dal razzo vettore R-7 (Semyorka), originariamente progettato per scopi bellici.

Nel corso degli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, nell’ambito del programma spaziale sovietico, l’URSS ha utilizzato diversi cani per i voli spaziali suborbitali ed orbitali al fine di determinare se il volo nello Spazio per l’uomo fosse fattibile o meno.

In questo periodo l’Unione Sovietica lanciò nelle proprie missioni almeno 57 cani. Il numero dei cani che raggiunsero effettivamente lo Spazio è tuttavia inferiore; inoltre, è bene ricordare che alcuni cani sono stati impiegati in più di un’occasione. La maggior parte degli animali sono sempre sopravvissuti, i pochi che sono morti sono stati persi per lo più a causa di guasti tecnici.

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