Gli emoticon sotto inchiesta

Gli emoticon sotto inchiesta

 

Sul New York Times, Amy Butcher ha rivendicato un “femminismo degli emoticon”. In effetti gli ideogrammi contenuti nei nostri smartphone appresentano le donne come: ballerine di flamenco, la sposa ecc. e gli uomini come detective e poliziotti. Gli strumenti più evoluti si rivelano indietro nella società, ma anche perché, nel caso degli emoticon, troviamo oggetti scomparsi da tempo. Nelle Enciclopedie delle scienze filosofiche in compendio, Hegel diceva: “gli ideogrammi sono un leggere sordo e uno scrivere muto”. Egli sostiene che i simboli non vanno bene in una società con continue invenzioni, perché si troverebbero sempre indietro, al contrario della scrittura alfabetica. La vittoria di Hegel è però soltanto parziale. Perché sarà anche vero che c’è un senso in cui la scrittura alfabetica è più dinamico degli ideogrammi, ma c’è un altro senso in cui è stata sbaragliata dalla rivoluzione tecnologica. Se davvero la voce umana fosse il bene sommo e la scrittura un ripiego, non sarebbe mai successo che la macchina per parlare, il cellulare, si trasformasse in una macchina per scrivere.

Gaia Godino 2 A

I.C. Pallavicini-plesso Bachelet-Roma

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