spazio e scienza

Astronomia: la Via Lattea secondo Herschel. Immagini inedite di due salentini del progetto Hi-GAL [VIDEO]

Herschel

Herschel, così chiamato in onore dell’astronomo Sir Frederick William Herschel (1738-1822), è un telescopio spaziale a raggi infrarossi realizzato per osservare gli oggetti più freddi dell’universo, scrutando nella zona più remota dello spettro infrarosso, attraverso uno specchio di 3,5 metri di diametro e una serie di rilevatori raffreddati a temperature vicine allo zero assoluto (-273,15 gradi Celsius) da 2000 litri di elio liquido. L’Italia ha avuto un ruolo primario nella sua costruzione, la società Thales Alenia Space di Torino ha costruito i moduli di servizio di Herschel.


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Pubblicati i risultati del progetto scientifico a guida INAF denominato Hi-GAL, ovvero la prima mappa dell’intero Piano Galattico nel lontano infrarosso ed il relativo catalogo di sorgenti compatte, ottenuti grazie alle osservazioni del telescopio spaziale Herschel dell’ESA.

La nostra galassia come non l’abbiamo mai vista, immagini mozzafiato di bozzoli di gas e polveri che racchiudono stelle nascenti.

Le mappe e il catalogo di sorgenti compatte sono pubblicati nell’articolo di Sergio Molinari, et al Hi-GAL, the Herschel infrared Galactic Plane Survey: photometric maps and compact source catalogues. First data release for Inner Milky Way: +68º≥ l ≥ −70º sulla rivista Astronomy & Astrophysics

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Le mappe ottenute con i telescopi ottici permettono di vedere solo stelle già formate, come il Sole” ha spiegato Sergio Molinari, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e responsabile del progetto Hi-Gal, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e negli ultimi anni dall’Unione Europea nell’ambito del programma Via Lactea, coordinato dallo stesso Molinari. Con l’Italia hanno collaborato al progetto Stati Uniti, Canada, Germania, Gran Bretagna e Francia.

Due scienziati salentini, Davide Elia (di Copertino, laureato in Fisica a Lecce) e Stefano Pezzuto (leccese, laureato in Astronomia a Padova), insieme ai colleghi Eugenio Schisano, Alessio Traficante, Michele Pestalozzi, una squadra di astrofisici che da Roma, ha avuto un ruolo guida del progetto internazionale Hi-Gal al quale partecipa anche l’Università del Salento, con il professor Francesco Strafella, portano avanti un lavoro di osservazione delle prime fasi della formazione di nuove stelle.

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Lo studio scientifico più affascinante che può essere affrontato con la miniera di dati prodotti da Hi‑GAL è sicuramente legato alla comprensione dei meccanismi di formazione stellare nella nostra Galassia” dice Sergio Molinari, dell’INAF-IAPS di Roma, responsabile scientifico del progetto Hi-GAL. “Infatti, mentre i telescopi terrestri, che osservano in luce visibile, possono vedere le nuove stelle soltanto quando fanno capolino per la prima volta dai densi involucri di gas e polveri che le hanno generate, gli strumenti a bordo della missione Herschel invece, osservando dallo spazio la luce del lontano infrarosso, hanno potuto scrutare all’interno di queste nubi di polveri e seguire l’intera fase di gestazione stellare, dalle prime fasi di addensamento della materia diffusa fino alla nascita della stella vera e propria“.

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Con questa nuova mappatura, basata sull’interpretazione dei dati prodotti dal satellite Herschel, si fa un ulteriore passo avanti nella comprensione dei meccanismi di formazione stellare – dice Barbara Negri responsabile ASI dell’Esplorazione e Osservazione dell’Universo – Questo risultato rappresenta un’ulteriore conferma delle ottime prestazioni scientifiche del satellite Herschel che ci ha fornito una notevole mole di dati da elaborare“.

Un risultato straordinario – ha commentato infine il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battistonperché è uno studio importatissimo perché ci spiega come da un universo freddo nascano oggetti caldi: la struttura complessa e densa di nubi molecolari che ruotano attorno al centro galattico è il brodo primordiale di cui sono fatte le galassie”.

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