La Storia Della Juventus

Gabriele Muscatello
I.C. Pallavicini-plesso Bachelet-Roma

 

Il 2 giugno 1935 venne impiantato per la prima volta a bordo campo un telefono in modo che ogni tifoso che voleva seguire la partita senza dover andare allo stadio poteva ascoltare la partita in tempo reale attraverso il telecronista che si trovava a bordo campo e che parlava con questo telefono per far sapere quello che succedeva durante la partita.

I tifosi da casa ascoltavano attraverso la radio; quest’invenzione fu molto utile per seguire l’ultima partita di campionato della Juventus e dell’Ambrosiana.

Le due squadre erano a pari punti in prima e seconda posizione, la Juve giocava a Firenze e l’Ambrosiana giocava a Roma; alla fine lo scudetto lo vinse la Juve, vincendo 2-0, mentre l’Ambrosiana perse 1-0.

Anche l’anno successivo la Juventus era in testa, ma questa volta era a pari punti con l’Inter; l’ultima giornata era infatti tra bianconeri e neroazzurri.

La partita finì 4-2 per la Juve, con 3 gol di Piola, due dei quali negli ultimi 8 minuti dalla fine della partita.

Il presidente della Juve, Edoardo Agnelli, fece costruire il primo stadio in cemento armato dotato di riflettori; fu il primo stadio “moderno”.

Poi la Juve comprò un nuovo allenatore, Brera, e da quel momento la squadra migliorò; dopo dieci giorni dalla fine della costruzione del nuovo stadio Brera morì.

Ma nel ricordo di tutti restò una sua frase: “Anche se ho creato una via per la vittoria, non vuol dire che si vince solo con i gol!”.

Così Ferruccio Novo, il nuovo allenatore del Torino, utilizzò la via di Brera per migliorare la squadra e ci riuscì; infatti dopo sole due settimane cambiò totalmente la squadra e diventò una delle più forti.

Da quel momento i giocatori più giovani vanno a giocare nel Torino, i più forti erano Ossola, di 18 anni, e Loik e Mazzola, di 23 anni.

Poi Novo cominciò ad usare “Il Sistema”, detto anche WM, che in futuro diventerà il 3-4-3.

Comincia a migliorare anche l’Inter di Mourinho, che fu il loro allenatore dal 2008 al 2010, che vinse lo scudetto grazie al Calciopoli, cioè il ritiro di una squadra, in questo caso della Juventus.

Anche se perse quello scudetto, la Juve non si disperò, ma continuò a lottare, infatti oggi ha 32 scudetti vinti, è la squadra con la percentuale più bassa di partite perse e soprattutto ha un incredibile vantaggio sulle altre squadre.

Continuò a lottare anche quando perse la finale di Champions League contro il Barcellona, che migliorò moltissimo con l’arrivo del nuovo allenatore Johan Cruijff.

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