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Bordertown, il cartone animato politicamente scorretto TRAILER

bordertown pilotROMA – Seth MacFarlane colpisce ancora. Dopo aver creato i “Griffin”, “American Dad” e “Ted”, l’orsetto più irriverente di tutti, il produttore, sceneggiatore e regista torna con un’altra serie animata: Bordertown. Come già si intuisce dal titolo, i temi principali del nuovo cartone sono l’immigrazione e la discriminazione. Temi estremamente attuali ma che vengono sdrammatizzati con la solita ironia che contraddistingue i cartoni di MacFarlane. Non mancano, infatti, battute sessiste e sul razzismo e velati riferimenti alle leggi anti – immigrazione o all’idea proposta da Donald Trump di costruire un muro invalicabile che separi USA e Messico.
Bordertown, in onda ogni mercoledì sul canale Sky Fox Animation, è ambientata proprio al confine tra Stati Uniti e Messico. Precisamente a Mexifornia, un’immaginaria cittadina di confine. I due personaggi principali sono Bud Buckwald, un agente di frontiera poco incline ad accettare i cambiamenti culturali in atto negli Stati Uniti, e il suo vicino di casa, Ernesto Gonzalez, un immigrato padre di famiglia ambizioso, felice di vivere – da 25 anni – con la sua famiglia negli Usa. Già nei primi episodi, Bud s’infuria quando scopre che la figlia Becky ha deciso di sposare J.C., il nipote di Ernesto appena rientrato a Mexifornia dopo gli studi. Con l’imminente approvazione della legge anti-immigrazione il destino di J.C è segnato: la soluzione più facile è la deportazione in Messico.
Bordertown 3
È così che il ragazzo, come gli altri immigrati, viene sparato fuori dai confini americani con un cannone a stelle e strisce.  Da qui nascono numerosi sketch e battute che raccontano in maniera molto attinente quello che realmente accade nei luoghi di confine. “Viviamo in una società così tanto politically correct alimentata dalle reazioni in tempo reale dei social media globali, che resta poco spazio per parlare senza finire nei guai. – spiega l’attore Hank Azaria, una delle voci originali dei protagonisti – Qualsiasi linguaggio, nudità o violenza, o qualsiasi cosa, vanno bene fino a quando non offendono nessuno o alcun gruppo di persone. Credo che le serie animate, come Bordertown siano l’unico posto, per lo meno in America, dove la gente ritiene accettabile trattare argomenti come questi”.