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A Panama il primo villaggio costruito con le bottiglie di plastica

ROMA – Una montagna di bottiglie di plastica riciclate per costruire delle case: per la precisione a Colon, Panama, dove sorgerà il primo villaggio interamente composto da case di plastica. Il progetto – fatto partire nel 2015 – si chiama Plastic Bottle Village ed è stato lanciato dall’imprenditore Robert Bezeau, al fine di incentivare il riciclo dei rifiuti accumulati nelle discariche della zona.
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La prima abitazione è stata realizzata con 20 mila bottiglie, utilizzate come materiale isolante. In cantiere ora ci sono 120 abitazioni che, oltre alla plastica, saranno formate da uno scheletro in acciaio e una copertura in calcestruzzo. Il metodo usato, che tra l’altro permette di costruire in tempi record, sarà lo stesso per tutte le case: il team fabbrica un gabbione d’acciaio e poi lo riempie di bottiglie di plastica pressate. Viene quindi ricavato l’alloggiamento per cavi elettrici e le varie canaline prima di ricoprire il tutto con un sottile strato di cemento.
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Oltre alle case saranno realizzati ambienti naturali con zone verdi, un padiglione per lo yoga, sentieri, piccoli parchi per barbecue e gite fuori porta, il tutto pensato per poter coesistere con la natura circostante e la giungla tropicale.
Non è la prima volta, però, che le bottiglie di plastica vengono riutilizzate per progetti simili. È il caso di Ecobrick, il progetto dell’ambientalista Susan Heisse che trasforma le bottiglie di plastica in mattoni per costruire edifici, in particolare scuole, nei Paesi più poveri del mondo. Dal Sudafrica, al Guatemala o le Filippine sono già 60 gli istituti fatti di bottiglie di plastica. Qualche tempo prima, un altro progetto era balzato alle cronache olandesi per l’idea di costruire le strade con la plastica delle bottiglie prelevate direttamente dalle discariche.
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Il riciclo della plastica rappresenta una grande sfida, dato che il problema dei rifiuti accumulati e non gestiti è molto grave a Panama. Ecco allora l’idea di riutilizzare le bottiglie di plastica come isolante per l’edilizia abitativa. Un’idea che risulterà vantaggiosa per chi abiterà nelle case. Lo staff che sta dietro il progetto, infatti,  assicura che gli inquilini, visto il clima tropicale, non avranno bisogno del condizionatore. L’ecovillaggio è poi anche resiliente e quindi restistente ai terremoti che sono parte integrante della geografia del territorio. L’approccio green che sta dietro al tutto si spera possa incentivare chi vivrà in queste case a pensare prima di tutto al rispetto dell’ambiente.