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Con il velo si può lavorare. Sara vince la sua battaglia

veloROMA – E’ illegittimo discriminare una donna sul lavoro solo perché porta il velo. A stabilirlo è stata la Corte d’Appello di Milano con una sentenza che farà storia, almeno in Italia. La Corte è stata chiamata ad occuparsi della storia di Sara Mahmoud, una ragazza nata in Italia da genitori egiziani.

Due anni fa Sara si era presentata, per un colloquio,  in una agenzia specializzata nella ricerca di personale. Il ‘posto’ da ricoprire  quello di hostess per un lavoro temporaneo alla Fiera delle scarpe di Lodi. Sara, però, alla selezione vera e propria non è mai arrivata perchè per l’agenzia era necessario togliesse il velo. La giovane si è opposta alla richiesta pur sapendo del giudizio negativo dell’agenzia.

Una richiesta che a Sara non è andata giù. Da qui il ricorso all’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) per ottenere il giusto risarcimento con una denuncia. Dopo un primo grado di giudizio con il quale il Tribunale di Lodi aveva respinto l’istanza, la Corte d’Appello di Milano ha ribaltato la sentenza. Il datore di lavoro ora potrà chiedere alla dipendente di togliersi il velo solo se strettamente necessario per la prestazione lavorativa.

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