"Il futuro è nelle nostre mani"

“Il futuro è nelle nostre mani”

 


“Sono giovane e credo ancora in un sogno.” Quanti possono ancora dirlo, in un Paese oppresso dalla crisi, dove le possibilità di un lavoro fisso e pagato scarseggiano e manca in molti contesti il pane sulla tavola? . Tuttavia, c’è ancora chi con pochi soldi in una mano e un desiderio nell’altra riesce a fare molto. Viviamo in un’ epoca dove ormai siamo legati a un telefono più che a una persona, dove drogarsi è normale e leggere sembra una cosa da pazzi, dove i rapporti umani si limitano alla schermata di un display e non al contatto fisico con l’altro , dove è più facile nascondere i propri sentimenti e vivere nell’indifferenza piuttosto che manifestarsi. Più che  una crisi economica, stiamo attraversando una crisi di valori, trascinati nei ritmi di una vita frenetica che non sentiamo nostra e che spesso non sappiamo vivere. La società?  Un ballo in maschera dove ognuno nasconde la propria identità per timore di non piacere agli altri, recita un ruolo che non gli appartiene solo per sentirsi accettato. Spesso pensiamo che il nuovo millennio ci abbia portato una ricchezza inestimabile. In realtà, oltre ad agevolare le comunicazioni tra persone distanti e garantire un notevole sviluppo tecnologico,  non ha fatto altro che distruggere le cose più basilari a noi più care. Spesso si vedono giovani girare per le strade con il volto spento e pieno di rassegnazione. Questo, ahimè, lascia un enorme velo  di tristezza. Un ragazzo dovrebbe gioire, fare progetti per il futuro , credere nei sogni , ma questo diritto spesso viene violato, non solo perché lo Stato non è in grado di assicurargli un futuro e un piatto caldo ,ma anche perché spesso gli adulti ,stressati ed esasperati dalle troppe ore di lavoro e dalle troppe tasse da pagare, invece di spronarlo a compiere sacrifici insegnano a sacrificarsi e a fare delle rinunce. Non solo le problematiche familiari incidono sul futuro dei giovani, ma anche l’istruzione che viene loro impartita. Lo Stato, infatti, toglie molti fondi alle scuole e molte opportunità di apprendimento e di arricchimento per i giovani . Secondo me, uno Stato che risparmia sull’educazione equivale ad uno Stato che investe sull’ignoranza. Perché è più facile governare  un popolo di ignoranti che un popolo acculturato, poiché la cultura rende liberi e dona la capacità di pensare: e questo a molti fa paura. Un giovane che pensa sa bene cosa è più giusto fare per la propria nazione, mentre un giovane che non sa non può essere d’aiuto né a se stessi né agli altri. Tuttavia, c’è ancora una cosa che ci dà la forza di andare avanti e di credere che qualcosa di straordinario sia possibile, e cioè la speranza: speranza di un futuro , la forza di andare avanti, nonostante le difficoltà e sognare, la nostra più grande libertà inviolabile. Ognuno di noi ha un sogno ed è suo diritto e dovere custodirlo e tentare di realizzarlo. Un mondo migliore è possibile solo se ognuno di noi farà la sua parte; è così che si costruisce un impero. Ciò che possiamo fare sarà un passo avanti verso il progresso e, unito al passo degli altri, potrà cambiare il nostro modo di vivere, la nostra società. È così che si lascia la propria impronta nella vita , cercando di fare qualcosa non solo per il nostro benessere, ma anche per il benessere di tutte le altre persone con cui conviviamo ogni giorno. Non esistono muri, barriere o ostacoli che possano impedire tale progresso. Dovremmo abbattere i muri delle nostre paure e dare sempre il meglio di noi stessi.

Foresti Elena 4BA alberghiero I.S.S.S. “Riva” Sarnico (BG)

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