Lezione di vita

Lezione di vita

Credo proprio che l’esperienza che vi andrò a raccontare sia una delle migliori e più significative che ho vissuto negli ultimi anni. C’era una volta…ah no scusate rifaccio! Venerdì 12 Febbraio 2016 è stato un giorno un po’ diverso da tutti gli altri, un giorno SPECIALE: siamo andati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII per una “lezione di vita”. Una vera e propria lezione su diverse punti tematiche d’attualità ad esempio l’abuso di alcool e droghe e il primo soccorso sul territorio. Dopo una breve introduzione, la Polizia Locale di Bergamo ci ha dato un po’ di “dritte” per quando si è al volante e non, e ha messo in evidenza il fatto che sempre più adolescenti e pre-adolescenti fanno abuso di alcool e droghe ancor prima di andare alle scuole superiori. Subito dopo aver parlato del primo soccorso nella provincia,abbiamo parlato delle cure intensive. Queste ultime sono un vero e proprio tabù e lo erano anche per me prima di quel venerdì . Dall’enciclopedia “La Terapia Intensiva è il reparto ospedaliero dove vengono garantite al paziente critico cure intensive che sono rese necessarie dal particolare stato di salute del paziente, quali ad esempio il supporto delle funzioni vitali, dopo recente intervento chirurgico maggiore, necessità di monitoraggio continuo e intervento immediato.” Ed è proprio questo che ci hanno detto e spiegato. Pensiamo spesso che terapia intensiva voglia dire “oddio sta morendo”, ma non è proprio così; infatti la terapia intensiva cerca di ristabilire nel più breve tempo possibile un accettabile equilibrio delle funzioni vitali del malato. Le malattie che richiedono un ricovero in Terapia Intensiva sono diverse e possono verificarsi in tutte le età; possono interessare pazienti malati da molto tempo o persone che poco prima stavano bene, come i soggetti traumatizzati o quelli sottoposti ad interventi chirurgici difficili ed impegnativi. (All’Ospedale Papa Giovanni XXIII ci sono tre reparti per gli adulti e un reparto di intensiva e sub-intensiva per i bambini). Aver avuto la fortuna, se così si può chiamare, di una visita guidata in Terapia Intensiva credo sia stata una delle cose migliori; si vede la sofferenza del malato ,che vuole tornare più forte di prima. Ultima, ma non per importanza, la donazione degli organi per trapianto. Oggi, infatti, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII è il primo in Italia in grado di eseguire qualsiasi tipo di trapianto, si tratti d’interventi neonatali, pediatrici o su pazienti adulti. Sono rimasta affascinata dalle complicanze che si riscontrano in questo settore, ma mi ha entusiasmato moltissimo l’efficienza ormai raggiunta dal reparto. Direttamente collegato al trapianto, troviamo l’AIDO (Associazione italiana donatori organi). Vi sorgerà spontanea la domanda “ma chi può diventare donatore?”. Tutte le persone possono diventare donatori, alla maggiore età. Persone che magari muoiono in sala di rianimazione a seguito di un grave incidente, possono donare quasi tutti gli organi e i tessuti come ad esempio cuore, rene, fegato, midollo, cornee. Secondo me, la donazione di organi è il dono più bello che una persona possa ricevere, si dà una seconda chance a chi può ancora vivere! “I miei poveri resti voglio donar a te che resti, cosicché nel tuo inneggiar alla vita io saprò che è davvero infinita. “ Spero nel mio piccolo, di avervi resi partecipi di questa bellissima giornata all’insegna della vita e della donazione. Spero che tutti i maggiorenni che leggeranno questo articolo siano già donatori e che quelli un po’ più piccoli stiano aspettando i diciotto anni per diventarlo. Ringrazio, inoltre, il Prof. Zamblera che con queste esperienze ci forma e ci rende uomini e donne pronti al “gioco” della vita.

Tempo fa credevo che il mezzo migliore per volare fosse l’aereo. Poi conobbi la penna, e persino il sole mi parve più vicino.”

Veronica Belotti 4B Alberghiero I.S.S.S. “Riva” Sarnico (BG)

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