“Libertà di pensare”

 

Libertà, “freedom”, per gli inglesi. A mio parere, la libertà, non è anarchia, come può essere per molti, ma bensì, è una possibilità. Essere liberi ci aiuta a capire chi siamo e se siamo in grado di compiere delle scelte “libere” valutando i rischi e preservando noi stessi, la nostra etica e la nostra morale insieme a tutti i principi assimilati negli anni. Naturalmente trovo che la libertà sia un concetto soggettivo, ogni persona ha alle sue spalle una sua storia e una sua esperienza che hanno plasmato in essa il proprio concetto di libertà, come possono essere, per esempio, la cultura, la famiglia, l’età, l’ambiente di lavoro, etc…

Zigmunt Baumann, sociologo contemporaneo, ha descritto la modernità con il termine “liquida”, senza forma. Secondo questa concezione, non esiste più nulla di concreto, di sicuro, certo o stabile, tutto è in continuo movimento e in continuo cambiamento.

A mio parere la libertà completa è utopica, nel vero senso del termine (“non esiste luogo”) poiché vi sarà sempre qualcosa che vincolerà le nostre scelte, basta banalmente pensare alle leggi fisiche.

“Freedom”, cantava Jimi Hendrix nei lontani anni 60/70, cantava e suonava libertà per tutti, libertà al popolo nero, che nell’America dell’epoca non se la poteva permettere. “Uprising”, cantava Mathew Bellamy con i suoi Muse, nel non così lontano 2009, ed in fine, alla COP21 di Parigi, Thom Yorke cantando il suo ultimo inedito (“Silent Spring”) dice “People have the power”. Questo verso ha commosso la folla, dimostrando che ora più che mai necessitiamo di questo “bene” che Montesquieu dice sia il bene di accesso a tutti beni, ma non sappiamo usare il potere che abbiamo per aggiudicarcelo. Concludo con una citazione di Zigmunt Baumann:

[…]Una libertà ideale e perfetta, una <<libertà completa>> è un ossimoro[…] un obiettivo irraggiungibile per la vita sociale: se non altro perché la spinta della libertà crea divisione e qualsiasi sua applicazione concreta non può che essere contestata. Come tanti altri valori, la libertà è sempre allo stato nascente, non è mai raggiunta, ma è un’aspirazione e un obiettivo di lotta perenne, e dunque una gigantesca forza propulsiva di quella sperimentazione che si chiama storia.

Andrea Polini – 5^AI Informatica I.S.S.S. “Riva” Sarnico (BG)

Autore: Redazione Diregiovani
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