Intervista ai rifugiati

Intervista ai rifugiati

 

Martedì 22 dicembre siamo andate ad Adrara “all’area 21” che è un’associazione onlus che ha accolto i 9 profughi pachistani che abbiamo intervistato.

Come avete vissuto il viaggio?

Male perchè ci era stato comunicato che era una bella nave,ma quando siamo arrivati lì abbamo scoperto che era una barca che conteneva al massimo 50 persone ma ne sono salite 200 ed eravamo obbligati a salirci dato che degli uomini armati ci minacciavano.

Siamo stati in viaggio 3 giorni e le condizioni erano pessime; l’ultimo giorno abbiamo incontrato delle barche americane che ci hanno aiutati a sbarcare in Sicilia.

Perchè siete andati via dal Pakistan?

Per motivi di lavoro.

Siamo andati in Libia a lavorare dato che ci sono queste organizzazioni che assumono giovani e li mandano appunto a lavorare in Libia ma visto che non venivamo retribuiti e c’era la guerra dovevamo andar via.

La vostra meta era l’Italia?

Quali aspettative avevate dell’Italia?

Avevamo sentito che potevamo essere salvati chiedendo l’asilo politico. Siamo conteti,soddisfatti e riconoscenti.

Vi sentite piu’ liberi qui o quando eravate in Pakistan?

Qui perchè in Pakistan,ad esempio, quando uscivamo per un viaggio lungo non eravamo sicuri di ritornare a casa mentre in Italia ci sentiamo molto protetti e tutelati dalla legge

Cos’è per voi la libertà?

E’ sentirsi protetti dalla legge ed esprimere le proprie idee senza aver paura di essere perseguitati.

Come vi trovate ad Adrara?

Bene,le persone sono state accoglienti.

Ad esempio la Signora Maria quando ha tempo ci aiuta a fare compiti di italiano e ci aiuta con le faccende domestiche.

Poi noi quando abbiamo tempo facciamo volontariato nell’associazione “Adrara attiva”.

Dove abitate?

Abbiamo 3 appartementi che sono delle case popolari e ci gestiamo in modo autonomo.

Speriamo che voi abbiate capito che i rifugiati non sono come i mass media li fanno apparire.

Sali Ndoye e Leila Massir 2 A Marketing I.S.S.S. “Riva” Sarnico (BG)

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