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Bianca Van Damme come papà Jean-Claude: la spaccata è epica – FOTO

bianca van damme

ROMA – Questa ragazza si chiama Bianca, ha 25 anni e oltre al cognome, dal padre ha ereditato le sue straordinarie doti atletiche.
Bianca Brigitte Van Damme, “Bree” per papà Jean-Claude, vuole mostrare a ragazze e ragazzi che “si può avere il fisico ed essere femminili. Si può accavallare le gambe a tavola e dare un calcio in culo in modo piacevole, femminile. Un po’ come come mio padre che ha portato le arti marziali nel mainstream della mia generazione voglio continuare questa eredità.”

Una strana dichiarazione considerando che “Bree” ha trascorso la sua infanzia dicendo a suo padre Jean-Claude Van Damme – Mr muscolo belga –  e a sua mamma Gladys Portugues – campionessa di bodybuilding – che “odiava” le arti marziali.

Oggi invece celebra le arti marziali “rubando” le carte vincenti di papà Jean-Claude: l’epica spaccata e il calcio volante.

bianca van damme

“Quando ero giovane, mia mamma mi ha spinto alle arti marziali per l’auto-disciplina. Avevo 7 anni e non lo sopportavo”, ricorda Bianca. “Ho attaccato con il balletto e il pattinaggio su ghiaccio”.

Alla fine, la famiglia si è trasferita da Los Angeles a Vancouver: “Da adolescente ero così concentrata sul pattinaggio di velocità, che volevo essere alle Olimpiadi”.

Poi un infortunio e la voglia di rimettersi in gioco in qualcosa di nuovo.
Così inizò a recitare al fianco del padre, prendendo parte in 6 pellicole, deu delle quali ha anche co-prodotto.
Ma per Bianca il cognome del padre era un peso, così ha scelto di utilizzare nomi d’arte, facendosi accreditare come Bianca Van Varenberg o Bianca Bree.

“Ci sono sempre persone che vengono da me dicendomi quanto amino mio padre. E’ bello da sentire, ma… che cosa ha a che fare con me?”

A proposito di Jean-Claude, Bianca  ricorda il rapporto conflittuale avuto con il padre: “E’ stata dura. Non è mai stato come se fossi la principessina di mio padre”.

Oggi però le cose sono cambiate “Il nostro rapporto ha sicuramente avuto i suoi alti e bassi, ma ora siamo a posto. Parliamo, usciamo e… andiamo in palestra a dare qualche calcio”.