Il calcio, il destino e i nervi a fior di pelle del Pipita

Il calcio, il destino e i nervi a fior di pelle del Pipita

Minuto 75 di Udinese-Napoli, probabilmente uno dei più importanti del campionato. I Partenopei stanno vivendo un dramma sportivo, sono sotto di due e vedono la Juve scappare a +6, e con il sogno Scudetto. Le speranze di una rimonta, che permetterebbe di continuare a credere nel miracolo, sono ormai ridotte al lumicino, il nervosismo è inversamente proporzionale e a farne le spese, dopo Sarri, è Higuain. Probabilmente è anche un fatto simbolico, i nervi crollano, nel momento più brutto, al giocatore più rappresentativo, a quello che ha davvero permesso agli Azzurri di arrivare a quel punto della stagione così in alto, di essere una candidata vera per lo Scudetto. Higuain è nervoso da tutta la partita, ma non è una novità, lui è così per natura (e sinceramente, alla luce dei fatti fino a domenica, non ci sentiamo di contestarlo), e nonostante il 30° gol in 31 partite (qualcosa di mostruoso), complice il risultato, non riesce ad incidere, si trova fermato e braccato dai difensori bianconeri, non è chiaramente il Pipita che conosciamo. Già ammonito, al 75′ commette un fallo di reazione su Felipe, che l’aveva appena anticipato. I nervi sono crollati, la resa (forse) è stata annunciata: quando il signor Irrati gli ha sventolato in faccia il sacrosanto secondo giallo e, di conseguenza, il cartellino rosso, l’attaccante non ci ha visto più. Per prima cosa, ha “aggredito” il direttore di gara, arrivando a mettergli entrambe le mani sul petto, in seguito, trattenuto da compagni ed avversari, ha cominciato a spingere e divincolarsi per tornare alla carica nei confronti dell’arbitro. Fatto uscire dal campo, anche perché raggiungesse gli spogliatoi ci sono voluti tempo e fatica: ha spintonato ed offeso pure un membro dello staff di Sarri. Il Napoli poi perderà quella partita 3-1, e dirà effettivamente addio allo Scudetto. Immediatamente sono scattate le polemiche e le previsioni sulla squalifica che sarebbe stata inflitta a Higuain. Dopo 24 lunghe ore di chiacchiere e processi, è arrivata la sentenza del giudice sportivo: 4 giornate al Pipita e €20.000 di multa, colpevole di aver “all’atto dell’espulsione, rivolto all’Arbitro un’espressione ingiuriosa e compiuto nei suoi confronti un gesto irriguardoso, fronteggiandolo e ponendogli entrambe le mani sul petto; per avere, infine, assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di un avversario, venendo trattenuto dai propri compagni di squadra”. In realtà, era emersa una telefonata del giudice sportivo ad un imitatore che si spacciava per un amico, in cui Tosel stesso aveva lasciato trapelare indiscrezioni sull’entità della pena. Una volta ufficilizzata la sanzione, è scoppiata definitivamente la bufera. Tutti scontenti, sia il Napoli, che si attendeva una sanzione meno severa, e poi vedremo le sue difese, sia le altre di Serie A, che richiedevano una migliore giustizia. Su tutte la Fiorentina: era febbraio 2014 quando Borja Valero venne espulso in Parma-Fiorentina ed instintivamemte allontanò da sé Gervasoni, il quale scrisse tutto nel referto, esagerando colpevolmente il fatto, dopo una direzione discutibile, portando lo spagnolo a 4 turni di stop. A Firenze, pertanto, non è andato giù che l’atto del Pipita sia stato equiparato, più o meno direttamente, a quello meno aggressivo e intenzionale del “todocampista” viola. La società di De Laurentiis, dal canto suo, si sta tutelando per vie legali, portando a sua maggior difesa la presunta aggressione di Irrati nei confronti di Higuain, e non il contrario, interpretando le mani sul petto quali difesa personale, un modo di scrollarsi di dosso l’arbitro che si era fatto incontro. In attesa del ricorso, e della decisione definitiva sulla replica del Napoli, qui a perderci è stato il Calcio in generale. Dopo le polemiche Bonucci-Rizzoli nel derby di Torino, ora la nostra Serie A è vessata dal caso-Pipita, che crea un precedente pericoloso e ne rievoca mille altri. Oltretutto, il lato esemplcare: vedere un centravanti da 30 gol a stagione reagire in quelle maniere è poco, ma davvero poco educativo…

Giulio Bacci
Classe 2D – Liceo Classico “Galileo” di Firenze

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