Il poetico Cyrano de Bergerac è tornato a Firenze

Il poetico Cyrano de Bergerac è tornato a Firenze

 

In un piccolo teatro di Firenze, lo Scantinato, lo scorso 18 marzo è stato messo in scena lo spettacolo Cyrano de Bergerac, tratto dall’omonima opera dallo scrittore francese Edmond Restand.
Lo spettacolo è ambientato nel Seicento a Parigi. Cyrano de Bergerac è un arguto poeta, una persona che ama dire la verità, parlare con le rime e giocare con le parole. È anche un abile spadaccino, dimostra le sue doti facendosi beffe con la spada dei suoi numerosi nemici. Egli però odia tantissimo il suo grande e insolito naso. Lo dimostra nella seguente celebre frase: “Questo mio maledetto naso che mi precede di un quarto d’ora ovunque mi vieta fin l’amore di una brutta!”.
Cyrano però ama una persona, una donna bellissima, Rossana, con cui ha trascorso l’infanzia. Egli è consapevole di essere brutto e che Rossana non lo avrebbe mai amato, o almeno lo avrebbe solo considerato come amico. Allora decise di farsi aiutare da Cristiano De Neuvillette, un giovane cadetto amato da Rossana. Una sera infatti Cristiano va alla finestra di Rossana, ma con lui c’è Cyrano, pronto a suggerirgli poetiche e profonde frasi d’amore. Rossana rimane incantata dalle parole di Cristiano (che in realtà son di Cyrano) e gli disse di salire a casa. Il giovane cadetto ringraziò Cyrano, e il povero poeta rimase fuori dalla magione.
A pretendere la mano di Rossana c’è anche l’egoista barone De Guiche che, cogliendo lo scoppio della guerra fra francesi e spagnoli, divise Cristiano e Rossana. A partire per la guerra c’è anche Cyrano. Ogni giorno il poeta nasone scriveva magnifiche lettere d’amore a Rossana, firmate però da Cristiano. Durante la battaglia decisiva, Rossana arriva al campo con una carrozza, per assistere il suo amico Cyrano e il fidanzato Cristiano.
Dopo la guerra Rossana si ritira in un convento e diventa suora. Lì ogni sabato Cyrano la va a trovare. Dopo 14 anni dalla guerra, durante un comune sabato, Cyrano viene ferito gravemente. Ma egli non abbandona il suo scopo e fa lo sforzo di arrivare al convento. Lì viene soccorso da Rossana. Mentre ella lo cura Cyrano recita a memoria una delle lettere scritte in guerra. Allora Rossana apprende che tutte quelle splendide parole non erano del bel Cristiano, ma del suo amico di infanzia. Rossana si innamora allora di Cyrano, nonostante il suo naso.
Questo è stato uno degli spettaccoli più belli ed emozionanti cha abbia mai visto. Mi complimento con tutti gli attori, ma soprattutto con l’interprete di Cyrano. Con la sua bravura ha dimostrato i caratteri di Cyrano in modo davvero efficace. Sono comunque stati bravi tutti, poiché il copione è scritto in italiano antico, anche se abbastanza poetico. Vorrei farvi leggere i miei passaggi preferiti della commedia, ecco il primo: “Anche se non si è quercia o tiglio salire non molto in alto, forse, ma da solo.” Il secondo è abbastanza lungo ed è una beffa che Cyrano fa ad un suo nemico al teatro. È per questo che ne farò solo una breve citazione: “Ecco, ed io gitto con grazia il cappello, poscia comodamente, pian pianino, mi libero del mio vasto mantello che mi attabbarra, e lo spadon sguaìno. Di Celandone, più gentil, più fino di Scaramuccia al gioco dello stocco, vi prevengo, mio caro paladino, che giusto in fin della licenza io tocco!”

Federico Spagna
Classe 1C – Scuola Secondaria di 1° grado “Puccini” di Firenze

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it