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“Io credo in te”: un bacio del coach e il bambino segna il canestro della sua vita

basket gabriele

ROMA – Un bacio, quattro parole sussurrate, e un bambino di 9 anni segna il punto della vittoria.
Una storia che va al di là dello sport quella di Gabriele e del suo straordinario coach, un esempio di vita.
Si disputa una partita di basket giovanile tra la Juve Pontedera e il Basket Calcinaia.
Il tabellone è fermo a 51-51: siamo ai secondi finali, quelli decisivi scanditi da un parità esasperante.
Poi a 10 secondi dalla fine il piccolo Gabriele subisce un fallo.
Nelle sue mani la possibilità di portare alla vittoria la sua squadra.
Un onore, che pesa con tutta la sua grandezza.
Il primo dei due tiri liberi concessi alla squadra finisce fuori dal canestro.
Chi pratica sport, qualsiasi esso sia, sa bene quanto peso si carichi sulle spalle in momenti come questi..
Le piccole spalle di Gabriele sono quelle di un bambino di 9 anni.
Così tra l’esultanza della tifoseria avversaria e i commenti sottili della squadra rivale, Gabriele crolla.
Le lacrime iniziano a segnare il suo viso, accompagnate dalla voglia di mollare e andare via.

Ma un fischio cambia tutto: il suo coach, Matteo Bruni, ha chiesto tempo.
Si alza e raggiunge Gabriele in mezzo al campo.
Gli prende dolcemente la testa tra le mani, gli dà un bacio in fronte e gli sussurra: “Io credo in te. Ho fiducia in te. Stai tranquillo e respira”.
Il suo coach starà dalla sua parte qualsiasi sia il risultato.

La paura se ne va, e adesso in Gabriele resta solo la voglia, quella di restare in campo e tirare quella sfera nel canestro, segnare un punto per la sua squadra e portarla alla vittoria.
E così fa.

La storia e la foto di Gabriele e del suo coach sono diventate virali, commentate e condivise da migliaia di persone.

“Ai ragazzi non dico mai di credere in loro stessi – ha spiegato il coach Matteo a ‘La Nazione’ -, ma che io credo in loro. Questa foto ha avuto molto risalto, e spero sia un esempio per i tanti istruttori che lavorano ogni giorno con i piccoli del minibasket”.

Questo è sport. Un esempio di vita per tutti.