Marte: storia del cambiamento di un Pianeta, fra asteroidi e mega tsunami

Marte

Marte è il quarto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole e l’ultimo dei pianeti di tipo terrestre dopo Mercurio, Venere e la Terra. Viene chiamato il Pianeta rosso a causa del suo colore caratteristico dovuto alle grandi quantità di ossido di ferro che lo ricoprono.

Circa 3,4 miliardi di anni fa l’impatto di un grande meteorite ha scatenato la prima onda di tsunami, composta da acqua liquida…

Questo è quanto ipotizzato dallo studio pubblicato su Nature’s Scientific Reports da Alberto Fairen, uno degli autori della ricerca, analizzando le foto della superficie marziana ripresa dai vari satelliti che orbitano il pianeta.

J. Alexis Palmero Rodriguez, del Planetary Science Institute nonché primo autore dello studio, ha spiegato che per più di 25 anni non si è riusciti a identificare alcun litorale né coste distribuite lungo aree con un’altezza costante e per questo l’ipotesi dell’esistenza di un oceano 3,4 miliardi di anni è stata spesso messa da parte. «La nostra scoperta offre una semplice soluzione a questo problema: depositi di sedimenti distribuiti dagli tsunami hanno caratterizzano le coste dei primi oceani marziani». 

Thomas Platz ha aggiunto: “Gli tsunami sarebbero stati innescati da bolidi, che circa ogni 3 milioni di anni hanno generato crateri da impatto sottomarini di circa 30 chilometri di diametro”. Gli esperti credono che questi due tsunami in particolare abbiano avuto luogo nel giro di pochi milioni di anni l’uno dall’altro.

tsunami Marte (1)

A causare gli tsunami sarebbero stati due grandi meteoriti arrivati su Marte almeno 3,4 miliardi di anni fa. Il primo si ipotizza che abbia provocato un cratere del diametro di circa 30 chilometri causando delle onde gigantesche, alte 120 metri, capaci di viaggiare a 20 metri al secondo e giungere sulla terraferma per centinaia di chilometri, ridisegnando completamente il profilo del Pianeta rosso e i suoi mari. Il secondo impatto, invece, secondo i ricercatori avrebbe generato un nuovo tsunami, ma questo sarebbe avvenuto a milioni di anni di distanza dal primo ed il clima rispetto al primo meteorite era cambiato totalmente diventando più freddo e l’acqua aveva cambiato di conseguenza anche temperatura, divenendo congelata. Nel periodo di tempo fra i due tsunami il livello dell’oceano si ritirò per formare una costa bassa, mentre il clima diventava significativamente più freddo.

tsunami Marte (2)

La scoperta, basata sulla mappatura geologica, rafforza la teoria secondo la quale alluvioni risalenti a 3,4 miliardi di anni fa hanno trasformato le pianure settentrionali in oceani ed ovviamente potrebbe fornire nuovi indizi nella ricerca della vita nello spazio.

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L’oceano – dichiara Alberto Fairen – si è ritirato, formando una seconda linea costiera. Il primo tsunami ha portato enormi depositi rocciosi, e quando le onde si sono ritirate nell’oceano hanno formato una vasta rete di canali“.

Lo studio diretto di campioni di questo materiale tramite future missioni con rover automatizzati sarà di fondamentale importanza perché conservano ancora resti dell’acqua salata degli antichi oceani marziani.

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Abbiamo già individuato alcune aree che sono state inondate dallo tsunami, dove l’acqua ristagnata sembra aver depositato sedimenti lacustri, tra cui evaporiti. Come follow-up dello studio ci proponiamo di caratterizzare questi terreni e valutare il loro potenziale per future esplorazioni robotiche o umane“, ha concluso Rodriguez.

Credit photo: Scientific Reports