Cappuccetto a mano armata: la NRA regala un fucile a Cappuccetto Rosso

Cappuccetto a mano armata: la NRA regala un fucile a Cappuccetto Rosso

 

La storia la conosciamo tutti: una dolce bimbetta con la mantellina rossa e un cestino sottobraccio se ne va a spasso nel bosco e, cammina cammina, incontra il Lupo. Non un lupo qualsiasi, neanche quel gran simpaticone di Lupo Alberto, bensì proprio lui: il Grande Lupo Cattivo. E cosa succede? Il Lupo astuto sfrutta l’innocenza della bimba per papparsi nonna e nipote in un sol boccone. Questa parte della storia faceva stare col fiato sospeso tutti, grandi e piccini, ma nessuno si preoccupava perché, tanto, prima o poi, lo sapevamo tutti che sarebbe arrivato il mitico cacciatore. L’antesignano di Superman, lo Spiderman dei fratelli Grimm, che con il suo fucile avrebbe ammazzato il Lupo e liberato Cappuccetto e la nonna.
Da piccoli ci bastava questo, un “e vissero tutti felici e contenti” e ci sentivamo in pace con noi stessi, ma alla Nra (National Rifle Association) il lieto fine non basta più. Così ha deciso di promuovere il progetto dell’autrice Amelia Hamilton di riscrivere le più famose fiabe dell’infanzia in chiave “moderna”. E fin qui non ci sarebbe nulla di male, se solo questa “modernità” non fosse rappresentata da delle armi da fuoco.
Ebbene sì, streghe e lupi cattivi del mondo tremate: Cappuccetto Rosso e Hansel e Gretel si sono armati… di fucili automatici. Le “favole al piombo” sono state pubblicate sul sito ufficiale della Nra, dove sono introdotte da una frase ai limiti del politically correct : “Vi siete mai chiesti come sarebbe potuta andare a finire la fiaba se a Cappuccetto Rosso fosse stato insegnato come usare un fucile?” L’obbiettivo è l’unico che ci si possa aspettare dalla più potente lobby americana delle armi (che dalla sua fondazione nel 1871, tutela e sostiene i detentori di armi da fuoco in America): difenderne l’uso. Immediatamente il Csgv (Coalition to Stop Gun Violence), che invece lotta contro le armi, ha attaccato questo progetto, definendolo “il simbolo di una cultura degenerata che corrompe i bambini e li spinge a correre rischi sconsiderati”.
Per amor di verità, è giusto dire che queste “favole” non sono un’ode fanatica alle pallottole oppure un incitamento a sparare a zero sulla folla senza motivo, bensì l’autrice (definita sul sito ufficiale della NRA “scrittrice e patriota”) tende a sottolineare spesso nei suoi racconti, anche in modo esplicito, che sia Cappuccetto Rosso che i due fratellini ghiotti di marzapane conoscono l’arma in loro dotazione e hanno imparato ad usarla. Mettono la sicura quando non la usano e, è necessario sottolinearlo, non fanno mai fuoco. Infatti la nonna utilizza il fucile solo per spaventare il lupo e poterlo così catturare, ed Hansel e Gretel non uccidono la strega ma, tenendola sotto tiro, la obbligano a liberare i bambini che aveva imprigionato. Insomma, le armi in questo caso sono un deterrente e un’ottima autodifesa.
Ovviamente, il ruolo di una lobby è quello di curare i propri interessi e fin qui appare chiaro il motivo che ha spinto alla realizzazione del “progetto della discordia”. Tuttavia sembra eccessivo mettere delle armi in mano ai bambini più famosi della letteratura infantile, visto e considerato che i bambini di oggi vivono in un mondo già abbastanza violento di suo.
L’uso e il commercio di armi, la legittima difesa sono temi d’attualità scottanti non solo negli Stati Uniti, ma anche qui da noi in Italia, e che devono essere certamente discussi, ma soprattutto trattati con la dovuta importanza e obbiettività. Però, sono temi da”grandi”.
Ci sono già troppe favole che hanno significati oscuri ed ambigui, pistole e fucili sono di troppo.
Quindi, che ne dite? Non sarebbe meglio lasciare che i bambini siano semplicemente bambini?

Margherita Cavicchioni
Classe 5E – Liceo Classico “Galileo” di Firenze

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it