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Università, tra crisi e opportunità. Docenti ne discutono a Roma

universitàROMA – “Finche’ la voce ricerca e la voce welfare saranno considerati come voci di spesa e non come voci d’investimento, di passi in avanti se ne faranno molto pochi”, lo ha dichiarato all’agenzia Dire Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, oggi presente al convegno “Universita’ 2020”, l’incontro nazionale organizzato dall’AIDU- Associazione Italiana Docenti Universitari, la piu’ grande associazione  di docenti cattolici del Paese.

Al convegno, svoltosi nell’aula Volpi dell’Universita’ di “Roma Tre”, oltre a Galantino e a circa un centinaio di professori, anche il rettore del terzo ateneo capitolino Mario Panizza, rappresentanti della Chiesa e delle istituzioni, esperti e ricercatori che hanno illustrato studi recenti sulla condizione degli studenti italiani, ai quali e’ stata dedicata parte dell’incontro.    I riferimenti alla crisi e alla necessita’ di investire in istruzione e ricerca sono venuti da piu’ parti. Per Andrea Lenzi, presidente del Consiglio Universitario Nazionale, “sopravvivere a un periodo di crisi economica come quello che abbiamo avuto, a un periodo di crisi istituzionale e politica come quella in corso e a un restringimento dei finanziamenti come quello subito dimostra una vitalita’” degli atenei.  Un tema “su cui non solo ragionare, ma soprattutto investire”, per Daniele Livon, Direttore Generale del ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, e’ quello delle “soluzioni adeguate e intelligenti per favorire da un lato l’ingresso dei giovani all’universita’ ma soprattutto la loro permanenza”.

Ospite d’onore dell’incontro e’ stata la professoressa Sofia Corradi, considerata la “mamma” del progetto Erasmus, che ha ricevuto il premio “Humboldt-Newman, consegnato dal fondatore dall’associazione, Luciano Corradini.    Ad accompagnare la premiazione, una briosa esecuzione  per armonica a bocca dell'”Inno alla gioia”, inno dell’Unione Europea, suonata da Corradini. La professoressa premiata oggi ha racContato, intervistata dalla Dire a margine della conferenza, il percorso che l’ha portata a far istituire il programma di scambio europeo.  L’idea e’ nata quando lei stessa era studentessa, nell’anno accademico 57-58, e chiese che il suo master conseguito alla Columbia University venisse riconosciuto dall’Universita’ Italiana: “mi trattarono come se stessi tentando di sgraffignare una laurea con dei documenti falsi” ricorda Corradi, che da allora ha “inseguito” rappresentanti istituzionali per 20 anni, cercando di spiegare loro la sua idea di universita’ internazionale. Il convegno continua nel pomeriggio con interventi dedicati alla condizione dei docenti.  Agenzia Dire e Diregiovani sono media partner dell’iniziativa.