Emergenza Polo Nord: potrebbe svanire quest’anno? La previsione choc di un climatologo…

Polo Nord

Facendo riferimento alla Terra il termine Polo Nord può indicare diversi punti geografici posti sulla superficie terrestre la maggior parte dei quali sono situati nel Mar Glaciale Artico. Spesso il termine polo nord è anche utilizzato per riferirsi in maniera generica a quella regione del mondo denominata Artide o in alcuni casi al territorio compreso all’interno del circolo polare artico.

La calotta polare artica è un elemento fondamentale del sistema climatico del nostro pianeta. La sua funzione più importante è quella di isolare l’acqua dell’oceano artico, relativamente calda, dall’aria polare soprastante che è invece molto più fredda. Nello stesso tempo, la calotta impedisce l’assorbimento dei raggi solari: l’albedo dei ghiacci polari è 0,6, che sale a 0,8 se sono coperti di neve, mentre l’acqua di mare ha un’albedo di solo 0,15. L’effetto complessivo quindi è quello di mantenere freddo il polo nord, bloccando nello stesso tempo il trasferimento del calore dall’oceano all’atmosfera. Ti potrebbe interessare: Allarme ghiaccio artico, le gravi conseguenze per la Terra. Il rapporto di Greenpeace

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Come un enorme cubetto di ghiaccio esposto al sole, la calotta polare artica si sta sciogliendo a un ritmo mai registrato prima, a causa del surriscaldamento del Pianeta.

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Gli esperti del National Snow and Ice Data Center (NSIDC), parte integrante del Cooperative Institute for Research in Environmental Sciences (CIRES) presso l’Università del Colorado a Boulder e il supporto della NASA, hanno annunciato, qualche mese fa, il nuovo record (per il secondo anno consecutivo) “negativo” per il Polo Nord: “il ghiaccio Artico è ai minimi storici a causa del riscaldamento globale”.

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E’ di oggi la notizia che sta facendo il giro della rete riguardo una previsione choc a cura del Prof. Peter Wadhams dell’Università di Cambridge dopo aver analizzato gli ultimi dati del “National Snow and Ice Data Centre“: “Il Polo Nord scomparirà entro la fine di quest’anno o al massimo entro l’inizio del 2017

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Secondo i dati analizzati, la superficie ghiacciata del Polo si è ridotta a 11,1 milioni di chilometri quadrati, a differenza della media degli ultimi 30 anni che si aggira intorno ai 12,7. Facendo un semplice calcolo, dunque, in un lasso di tempo relativamente breve si è sciolto un perimetro di ghiaccio pari a cinque volte l’Italia. E’ per questo motivo che il professor Wadhams ipotizza presto una catastrofe: “La mia previsione è che il ghiaccio artico scompaia del tutto o si riduca a meno di un milione di chilometri quadrati. Anche se le mie idee dovessero rivelarsi sbagliate, certamente quest’anno raggiungeremo un record negativo, scenderemo sotto i 3 milioni di chilometri quadrati, cifra che sarà abbattuta il prossimo anno“, ipotesi che già aveva avanzato in uno studio pubblicato su Nature nel 2012.

GreenMe.it – Docente di Oceanografia fisica, lo studioso ha guidato 40 spedizioni polari notando che lo scioglimento dei ghiacci è un fenomeno abbastanza evidente. Già lungo la costa russa, il ghiaccio non si forma più da tempo, la conseguenza è che il riscaldamento delle acque dell’Artico e dei fondali potrebbe liberare il metano rimasto congelato per millenni.

Questa fuga di metano, secondo Wadhams, potrebbe causare un riscaldamento della temperatura globale di 0,6 gradi in soli cinque anni. Il risultato? Inondazioni, instabilità meteorologica, cicloni e tornado fuori stagione; aumento del livello dei mari e il cambiamento del ciclo delle correnti a causa dell’acqua dolce immessa negli oceani.

Mentre gli altri scienziati appaiono più prudenti, si condividono le preoccupazione del professor Wadhams, la scomparsa del Polo Nord sarebbe una catastrofe mondiale. Una minaccia per moltissimi animali, tra cui l’orso bianco.