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L’asteroide 2016 LT1 ha sfiorato la Terra: era stato scoperto solo 3 giorni prima

Il 7 giugno, alle 22.20 circa (ore italiane) un asteroide di 6 metri ha “sfiorato” la Terra, raggiungendo una distanza minima da noi di 153,000 km, 0, 4 volte la distanza media dalla Luna.

2016lt1 asteroide

L’asteroide 2016 LT1 è stato scoperto il 4 giugno dal telescopio Panstarrs alle Hawaii.

Mentre si avvicinava, il Virtual Telescope è riuscito a immortalarlo.
L’immagine è una singola esposizione di 180 secondi, grazie al supporto robotico che ha rintracciato il moto apparente dell’asteroide.
Al momento dello scatto, l’oggetto era a circa 1,6 milioni di km dal nostro pianeta e si avvicinava.

“Avvicinamenti di questo tipo sono occasioni preziose per affinare le nostre capacità di osservare e studiare i piccoli asteroidi ai fini del loro monitoraggio”, ha dichiarato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

L’incontro ravvicinato arriva alla vigilia della manifestazione internazionale dell’Asteroid Day, l’evento mondiale dedicato agli asteroidi, con conferenze, mostre, lezioni e proiezioni che hanno lo scopo di aumentare la consapevolezza e la conoscenza sul ruolo di questi corpi celesti.

La NASA tiene d’occhio tutti i 12.992 oggetti vicini alla Terra conosciuti, scoperti all’interno del nostro Sistema Solare vicino alla nostra orbita.

Si stima che di questi 1.607 siano classificati come oggetti potenzialmente pericolosi.

Nel mese di settembre 2015, Paul Chodas, responsabile del progetto Near-Earth Object (NEO) della NASA al Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, ha dichiarato che “Non ci sono prove reali di un asteroide o di qualsiasi altro oggetto celeste  in traiettoria verso la Terra”.

Nemmeno uno degli oggetti conosciuti ha qualche possibilità credibile di colpire il nostro pianeta nel corso del prossimo secolo.

La NASA ha una lista dei prossimi passaggi di asteroidi sul sito del CNEOS, così come tutti gli altri dati sulle orbite dei NEO (Near Earth Object) noti, per consentire a scienziati e pubblico di tenere traccia delle informazioni sulle loro orbite.


Meteora di Chelyabinsk

Meteora di Chelyabinsk

Nel 2013, sui cieli di Chelyabinsk, in Russia, esplose una meteora che produsse una luce 30 volte più luminosa del Sole, con la forza di 40 bombe atomiche di Hiroshima.
Le analisi degli scienziati confermarono che si trattava della più grande meteora del secolo.

Lo scorso 6 febbraio, invece, una grande meteora è riuscita ad attraversare l’atmosfera terrestre, esplodendo in aria circa 1000 km al largo delle coste del Brasile, nell’Atlantico.
Dall’esplosione è stata rilasciata energia equivalente a 13.000 tonnellate di TNT, la stessa prodotta dalla prima arma atomica che distrusse Hiroshima nel 1945.
Secondo le stime della NASA, la roccia spaziale non era più larga di 7 metri.

Evento di impatto diverso avvenne il 30 novembre del 1954, quando Ann Hodges di Sylacauga, Alabama, venne ferita dalla caduta di un meteorite.
Le registrazioni dei test scientifici calcolarono in base alle orbite del momento che l’asteroide 1685 Toro, anche conosciuto come secondo satellite della Terra, sia la fonte più probabile della meteora che ferì la donna.

Inoltre, il 6 febbraio 2016, per la prima volta nella storia dell’umanità, un meteorite è stato diretto responsabile della morte di un uomo in India.

Secondo gli scienziati, non ci sarà alcun impatto abbastanza grande da spazzare via ogni forma di vita sulla Terra a livello di estinzione per almeno 3 miliardi di anni.