I maturandi di Roma si raccontano

Oggi i ragazzi hanno affrontato, come i loro coetanei di tutta Italia, la prova scritta d’italiano, e Diregiovani ha chiesto loro di raccontare com’e’ andata

maturità prima prova kennedyRoma –  La sera prima degli esami al Gianicolo insieme agli amici, il bel rapporto coi compagni, quello con i professori. I maturandi del liceo scientifico Kennedy di Roma pensano di ricordarli per sempre, anche quando le loro strade si separeranno. Oggi i ragazzi hanno affrontato, come i loro coetanei di tutta Italia, la prova scritta d’italiano, e Diregiovani ha chiesto loro di raccontare com’e’ andata. Lorenzo ha scelto la traccia di ambito tecnico-scientifico: “era quella di cui mi sentivo piu’ partecipe, sapevo di poter dire piu’ cose. Ho parlato della possibilita’ di un’eventuale colonizzazione di un altro mondo” commenta. Virginia invece ha optato per l’analisi del testo: “Ce ne era una sul Pil che nemmeno ho letto perche’ non ne capisco niente, quella sul rapporto padre figlio era bella pero’ un po’ scontata…Mi sarebbe piaciuto fare quella sulla condizione femminile, ma non ero abbastanza preparata”.

Per Dario la traccia sul rapporto padre-figlio era interessante “perche’ lasciava la possibilita’ di spaziare” ma anche perche’ si sentiva preparato sugli autori a cui la consegna faceva riferimento. Per lo studio, sembra che i ragazzi del Kennedy continuino a preferire i libri a internet, anche se la rete puo’ essere utile per trovare delle sintesi e prepararsi “in modo un po’ piu’ veloce”, lo e’ per Pietro, il primo a uscire da scuola, poco dopo le 13. “Zero, non l’ho proprio usato, ho usato solo libri” afferma invece Lorenzo, anche lui tra i primi a finire. “Poco internet, tanto dai libri, ho studiato molto con i miei compagni di classe” aggiunge Virginia che della prima degli esami dice: “tranquilla, siamo andati al Gianicolo, poi una bella camomilla per dormire”. Ora la prova che preoccupa di piu’ i ragazzi e’ quella di matematica, ma un’ansia ancora maggiore e’, forse, quella per i test d’ingresso a settembre. Medicina per Virginia, ingegneria energetica per Dario: “la cosa piu’ utile in questo momento secondo me e’- afferma- dare una mano all’uomo a creare nuove energie alternative e rinnovabili. Prima, dei test, pero’, vado al mare, mi prendo un bel mesetto di puro relax”.

“E’ andata bene. Direi che sono uscite delle belle tracce, sopratutto quella sui confini” lo dice Luca fra i primi ad uscire dall’I.T.I.S. Galileo Galilei di Roma, dopo aver concluso la prima prova. Le tracce, generalmente, non hanno destato grandi preoccupazioni, anche perche’ alcune di queste erano facilmente prevedibili, come sostiene Gabriele: “Erano tracce prevedibili, sopratutto quella che riguardava il voto delle donne, visto che ricorreva il 70esimo anniversario. Molte anticipazioni che erano uscite sui social. Ci avevano preso”. Sara’ per l’indirizzo tecnico dell’istituto che la traccia piu’ gettonata sia stata proprio il saggio breve a carattere tecnico scientifico sull’uomo e l’avventura nello spazio. “Le tracce di carattere politico ed economico non le ha fatte quasi nessuno”, aggiunge Gabriele.

La sensazione e’ che la preoccupazione non fosse tanto per la prima prova, quanto sulla seconda come a Diregiovani conferma anche Andrea: “La prima prova era quella che mi preoccupava di meno, ho improntato lo studio piu’ sulle materie tecniche, attenenti all’indirizzo della scuola”. “La notte prima degli esami e’ stata dura, sono stato sveglio fino alle una e mezza” ammette Luca. E anche Iacopo non ha passato una notte serena: “Studio e paranoia hanno animato la mia notte prima degli esami”. Ma non per tutti e’ stato cosi’, almeno non per Gabriele: “No, non sono stato sempre sui libri, la sera ho sempre fatto le ore piccole”. Andrea per stemperare la tensione e’ andato “a bere una cosa con i miei amici, ma alle 11 tutti a letto”. Differente il tempo trascorso da Pedro alla vigilia della prima prova: “Ieri notte? L’ho passata a cercare di far addormentare mio figlio”. Archiviato il “preblema tema”, ora tutta la concentrazione e’ per la seconda prova. “Domani saranno problemi – confida Emanuele – abbiamo costruzione del mezzo, aerotecnica. Ed in classe solo uno ci capisce qualcosa, ma i ragazzi del quinto dell’anno scorso ci hanno detto che il professore aiuta, speriamo”. D’accordo anche Iacopo che riassume tutto in un motto:”O copiare o morire”.

“Tracce buone e interessanti”; “La piu’ temuta? La terza prova”. Sembra essere un coro unanime quello del liceo classico romano Giulio Cesare al termine della prima prova degli esami di maturita’, affrontata in tutto da circa 50mila studenti del Lazio, di cui oltre 35mila in provincia di Roma. Sono 47.554 i candidati interni in tutta la regione (34.443 fra Roma e provincia), secondo i dati dell’Ufficio scolastico regionale, a cui si aggiungono 2.147 candidati esterni, la maggior parte nella Capitale. Sono abbastanza rilassati, si diceva, i volti dei ragazzi che iniziano a uscire dalle aule del liceo Giulio Cesare intorno alle 13. I piu’ con il vocabolario in mano, ridono, scherzano e si abbandonano al calo di tensione tipico di questi momenti. Alcuni improvvisano qualche palleggio nel cortile di fronte all’istituto, altri corrono al bar per lo spuntino pre-pranzo, perche’ il calo della tensione e’ sempre accompagnato dalla crescita dell’appetito. E tutti hanno voglio di raccontare la loro esperienza. La loro prima grande prova.

“Il valore del paesaggio”, e’ questo il tema scelto da Alessandro e Luca. Il paesaggio che “andrebbe valorizzato perche’ puo’ rappresentare una fonte di guadagno per la societa’”. Un tema a cui “abbiamo dato un’impronta politica”, partendo “dall’articolo 9 della Costituzione, elemento che certifica come il nostro Paese abbia sempre dato una grande importanza alla tutela dell’ambiente” e come questa tutela “sia andata perdendosi nel tempo”. Nel tema di uno dei ragazzi, c’e’ posto anche per una citazione particolare: Luca cita infatti il “documento di Sgarbi”, all’interno del quale viene auspicato un ritorno dell’Italia ad essere “il giardino dell’Europa” puntando su “l’ecosostenibile” e, appunto, “guardando al passato”. Tema storico invece per Francesca: “I 70 anni dal voto delle donne”, una traccia “molto bella e molto attuale visto anche il ruolo sempre piu’ di primo piano che le donne stanno rivestendo nella societa’”. “Rapporto padre-figlio nel 900”, invece per Francesco. Quindi “Freud, complesso di Edipo, Italo Svevo”, tutti elementi che ruotano intorno al rapporto “padre-figlio dal preguerra”. Com’e’ andato? “Ovviamente bene”.

Domani seconda prova, ma la preoccupazione e’ piu’ rivolta verso la terza: “non siamo preoccupati, domani e’ un altro giorno. Ora andiamo a dormire”. D’altronde, “se abbiamo tradotto per 5 anni, tradurremo pure domani…”. Chiara ha invece optato per la traccia socio-economica, spera di “non essere andata fuori tema” ma si dichiara “fiduciosa”. Un po’ meno la sua compagna Valeria: “il professore di Italiano era esterno e non so se apprezzera’ il mio modo di scrivere”. Ad accumunarre le due, il solito timore: la terza prova, “e’ la piu’ difficile”. Infine Alessandra, anche per lei la scelta e’ ricaduta sul tema letterario e quindi “rapporto padre-figlio”. Un argomento, “che mi e’ piaciuto perche’ i testi erano molto interessanti- ha spiegato- soprattutto quelli di Saba e Kafka”. Alessandra sorride, e’ soddisfatta della sua prova: “Ma deve piacere agli insegnanti, non a me”. Anche per lei lo spauracchio non cambia: “La terza prova mi spaventa molto, sono 5 materie con poco tempo a disposizione (2 ore e 30 ndr)”. Domani? “Speriamo che la versione sia facile, ma non mi spaventa”. E in caso contrario la speranza (di copiare) e’ l’ultima a morire…