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Vince il ‘Leave’, il Regno Unito saluta l’Unione Europea

ROMA – Il fronte del ‘Leave’ ha vinto: il Regno Unito, saluterà l’Unione Europea. Le grandi città non sono bastate a frenare l’ondata antieuropeista passata con il 52% dei voti. Ed è già terremoto politico: se da una parte c’è chi esulta per il traguardo raggiunto, come il leader inglese del Partito indipendentista Nigel Farage, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, la leader del Front National Marine Le Pen e Geert Wilders, leader degli euroscettici olandesi, dall’altra, c’è chi si dichiara fortemente deluso e preoccupato per la scelta degli inglesi: tra questi Martin Schulz, presidente del parlamento europeo, Donald Tusk presidente del Consiglio Ue e il leader del Ppe all’Europarlamento, il tedesco Manfred Weber. Al momento, l’obiettivo più urgente è quello di tutelare i mercati soprattutto dopo il crollo delle borse asiatiche, le prime ad essere colpite dalla Brexit. Per questo oggi è previsto a Lussemburgo un Consiglio dei segretari di Stato per gli Affari europei che preparerà il vertice Ue del 28 e 29 giugno.

United Kingdom and European Union

Cameron chiede elezioni, Farage: Indipendence Day

Il contraccolpo si è già fatto sentire sulle borse: la sterlina è crollata oltre il 10%, ai minimi storici dal 1985. La Banca d’Inghilterra ha dichiarato – secondo quanto riporta la Bbc – che sta “monitorando da vicino gli sviluppi” e che assumerà “tutte le misure necessarie” per supportare la stabilità monetaria. Il crollo dell’indice Ftse è stato il più consistente mai verificatosi in un solo giorno dalla crisi determinata nel 2008 dal crack di Lehman Brothers. Intanto nel suo discorso di stamani il premier David Cameron ha annunciato le sue dimissioni entro ottobre prossimo: strenuo sostenitore del ‘remain’, deve ora lasciare Downing Street. Ha poi aggiunto che cercherà di invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che darebbe a Londra due anni per negoziare i termini della propria uscita dall’Unione. Infine, ha auspicato nuove elezioni affinché ci sia “una nuova leadership” e un “Primo ministro eletto”.

Il leader populista Nigel Farage ha invece plaudito entusiasticamente alla vittoria del ‘leave’: “questa è una vittoria per la gente comune, per la gente pulita. E’ il nostro independence day” ha detto. Invece, per il leader laburista Jeremy Corbyn – sostenitore del ‘remain’ a cui però è stata contestata una campagna troppo ‘tiepida’ – questo risultato è frutto della parte più vulnerabile della società britannica, “stanca” di sentirsi “marginalizzata” dalle decisioni dei governi. Ora “ci attendono giorni difficili” ha detto, perché a risentirne “saranno i posti di lavoro”.

Si è trattato invece “di un voto di pancia” per l’ex ministro per gli Affari europei, il laburista Keith Vaz: la gente secondo lui “si è rifiutata di ascoltare gli ammonimenti degli esperti sulle conseguenze del ‘leave’ sull’economia dell’isola”, che ha definito “catastrofiche non solo per la Gran Bretagna, ma anche per l’Europa e per il mondo intero”. Ha quindi auspicato l’immediata convocazione di una riunione d’emergenza da parte dell’Ue.

L’uscita dall’Ue non sarà immediata: il premier David Cameron dovrà notificare la scelta al Consiglio europeo, e solo da questo momento, inizierà l’iter di recesso, che potrebbe durare dai due ai cinque anni.