spettacolo

Inferno, un nuovo enigma per Tom Hanks

L’Inferno di Dante non è finzione, è profezia

ROMA – Un connubio perfetto quello tra Tom Hanks e Ron Howard che dopo “Il Codice da Vinci” e “Angeli e Demoni” tornano a collaborare in “Inferno”, la terza pellicola ispirata alla serie di Dan Brown, in uscita il prossimo 13 ottobre.

Un mortale complotto da sventare

Ancora una volta, Tom Hanks è Robert Langdon, famoso simbolista, che questa volta si trova sulle tracce di una serie di indizi legati al grande poeta Dante. Quando Langdon si risveglia in un ospedale italiano colpito da amnesia, si affida al medico Sienna Brooks (Felicity Jones) per recuperare i suoi ricordi. In una corsa contro il tempo che ha per sfondo tutta l’Europa, cercheranno di sventare un mortale complotto. Il Consortium, un’organizzazione segreta, sarà il nuovo nemico da sconfiggere.

Il nuovo trailer

Accanto a Tom Hanks, nel cast di Inferno, sono presenti anche Tom Hanks Omar Sy, Sidse Babett Knudsen, Felicity Jones, Irrfan Khan, Ben Foster. Ecco il nuovo trailer

Curiosità sul libro di Dan Brown

Inferno, pubblicato il 14 maggio 2013 quasi in contemporanea mondiale, è il quarto romanzo thriller dello scrittore Dan Brown con protagonista Robert Langdon. Il romanzo si apre con una misteriosa figura chiamata l’Ombra che, per fuggire a dei misteriosi inseguitori, si getta dal campanile della Badia Fiorentina. I luoghi in cui si sviluppa la storia sono Firenze, Venezia e Istanbul. Ecco alcune curiosità:

  • L’anagramma numerico della data di uscita (14/5/13) è “3,1415” ovvero un’approssimazione per indicare il pi greco, un numero che riveste un ruolo importante all’interno della stessa narrazione, poiché Dante, nella Divina Commedia, ha diviso l’inferno in cerchi concentrici ed il pi greco serve a misurarli.
  • Questo è finora l’unico romanzo della saga di Robert Langdon in cui il professore non porta al polso il suo inseparabile orologio di Topolino, che ritroverà nei capitoli finali poiché gli verrà restituito dalla direttrice dell’OMS
  • Il romanzo termina con la parola “stelle”, la stessa con cui finiscono le tre cantiche della Divina Commedia.