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Italia vs Spagna: è ‘podemos’ in chiave azzurra

chiellini_italia_spagnaROMA – Del lunedì post voto che la Spagna ha vissuto in contemporanea con la sfida all’Italia, una frase può essere presa a prestito e utilizzata per commentare lo sguardo triste di Vicente Del Bosque a fine match, vale a dire le parole poco entusiaste del leader di “Podemos”, quel Pablo Iglesias assai tifoso della “Roja”: “Ci aspettavamo un risultato diverso, è’ il momento di riflettere”.

Azzurri in campo con intensità, grinta, reparti equilibrati

Così come la terza forza non sfonda in Spagna, così le Furie Rosse, mestamente, smarriscono – in un colpo solo e crediamo per un pezzo – lo scettro dei campioni, la vanità del bel gioco, l’efficacia della forza abbinata alla sagacia tattica. Gioisce, di contro, Conte e la sua Italia, che non molla un centimetro e regala un’altra prestazione “incredibile”, come richiesto dal suo tecnico. Intensità, grinta, reparti equilibrati: tutte specialità della casa, che se usate con parsimonia possono anche portare lontano.

Primo tiro in porta della Spagna al 70’

Certo è che se utilizzate contro la Spagna vista oggi significano spazio occupato all’inverosimile, esaltano Parolo che asfissia Don Iniesta mandandolo fuori giri, vogliono dire concedere il primo tiro agli avversari al 70’, e più in generale sei minuti di gloria agli attaccanti spagnoli a cui far corrispondere tre parate di livello di Capitan Buffon (73’e 76’, Aduriz e Iniesta murati). Va pur detto che se, all’89’, Piquet avesse perforato la rete del Gigi nazionale, parleremmo forse di un’altra partita; ma tant’è: se dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, davanti una grande squadra c’è sempre un grande portiere. Epilogo appena descritto a parte, la gara non ha avuto grande storia. Conte perde Candreva, sulla destra spazio a Florenzi.

Al 33’ prima rete con tocco di Chiellini

Inizia forte l’Italia: tra l’8 e l’11, Pellè e Giaccherini fanno capire perchè, se mettesse la testa a posto, di De Gea si parlerebbe solamente per le sue parate. Ma l’Italia ha qualcosa in più dei suoi avversari: nel particolare, un centrocampo che fa legna e detta gioco, più in generale un’idea di calcio più avvincente degli spagnoli: brutto vedere gente come Silva e Fabregas girare, sbiaditi, in mezzo al campo. Normale, quindi, che l’Italia sostanzi la sua supremazia: al 33’, Sergio Ramos (male male anche lui) atterra con le cattive Pellè; ne nasce una punizione battuta al veleno da Eder, con De Gea che non trattiene né il tiro tantomeno la ribattuta, che si trasforma in comodo tocco da due passi per Chiellini, mai li per caso.

Pellè segna il raddoppio prima dei titoli di coda pelle_italia_spagna

La seconda frazione è la sorella della prima: Italia che controlla e se si può affonda, Spagna che non vuole perché non può. Passate le rapide delle occasioni spagnole sopra descritte, Conte addirittura porta la nave in porto con due gol all’attivo: è il novantesimo, quando Insigne, appena entrato, inventa un tracciante fascia-fascia per De Sciglio, bravo a scodellarlo in piena area, dove al volo, Pellè e il suo destro chiamano i titoli di coda. Ora sabato sotto con la Germania: peccato non si voti anche lì, hai visto mai…

Italia-Spagna 2-0

(primo tempo 1-0)

MARCATORI: Chiellini al 33′ p.t.; Pellè al 46′ s.t.

ITALIA (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Florenzi (dal 39′ s.t. Darmian), Parolo, De Rossi (dal 9′ s.t. Thiago Motta), Giaccherini, De Sciglio; Pellè, Eder (dal 37′ s.t. Insigne). (Sirigu, Marchetti, Ogbonna, Darmian, Sturaro, Bernardeschi, El Shaarawy, Immobile, Zaza)

SPAGNA (4-3-3): De Gea; Juanfran, Piqué, Ramos, Jordi Alba; Fabregas, Busquets, Iniesta; David Silva, Morata (dal 25′ s.t. Lucas Vazquez), Nolito (dal 1′ s.t. Aduriz, dal 36′ s.t. Pedro). (Casillas, Sergio Rico, Bellerin, Bartra, Azpilicueta, San José, Koke, Thiago Alcantara, Bruno Soriano). C.t. Del Bosque

ARBITRO: Çakir (Turchia)

NOTE: ammoniti De Sciglio (I), Nolito (S), Pellè (I), Thiago Motta (I), David Silva (S) per gioco scorretto, Busquets (S) per proteste