Lacrime

Lacrime

 

Canta,
o usignolo.
Il fuoco affamato delle prime luci
rischiara le nuvole amare,
nuvole di quel cielo stonato
dalle note pigre e addolorate.

Scappa,
o farfalla,
tu che puoi.
Seta dai mille sorrisi
che danza leggiadra
davanti a quegli occhi,
i tuoi,
così tristi e vuoti,
ignari della speranza di un domani.

Lacrime nere
che scorrono giù
dai miei occhi alle mie dita,
verso questo mare bianco sottostante.
Lacrime buie
che nascondono incubi, paure.
Lacrime
che per il semplice gusto di essere lacrime
cadono,
cadono,
cadono…
come il mio cuore,
si frantumano in cristalli toccando il suolo.
E lì si sparpagliano in tutte le sfumature
che nascondo dentro.
Ginevra Comanducci
Classe 2C – Liceo Classico “Galileo” di Firenze

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