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‘Giovani al centro’ del progetto scuola. Intervista esclusiva a Gabriele Toccafondi

toccafondiROMA – “Dopo anni di tagli, finalmente, grazie a questo Governo si e’ tornati a investire sulla scuola. Il paradosso e’ pero’ che quest’anno ci sono stati 350 scioperi in più nel settore rispetto alla stagione passata. Un paradosso per cui abbiamo il dovere di dare delle risposte”. Così il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi, durante una video intervista esclusiva all’agenzia Dire. Un incontro per fare il punto su ‘La Buona Scuola’ ad un anno dalla sua entrata in vigore.

La Buona Scuola – Al centro i giovani

Toccafondi ha ricordato, parlando della legge 107, “le 90mila assunzioni, più le 63mila previste dal concorso, i 200 milioni di euro investiti sul merito e la valutazione, l’alternanza scuola-lavoro” e gli altri provvedimenti contenuti ne ‘La Buona Scuola’. Provvedimenti che portano a “un radicale cambiamento che probabilmente il mondo della scuola ha ancora difficoltà a recepire, forse anche perché c’è stato da parte nostra qualche errore di comunicazione e per questo siamo sempre pronti al dialogo”. Tuttavia, “per la prima volta, non e’ più tabù parlare di merito, di formazione e di alternanza scuola-lavoro e sempre per la prima volta vengono messi al centro i giovani. E non si può parlare di futuro – ha spiegato il sottosegretario – se non si parla di giovani”.

La Buona Scuola – Sbagliato abolire obbligatorietà alternanza

“I sindacati si sono sempre dichiarati favorevoli all’alternanza scuola-lavoro. Mi sorprende quindi che abbiano raccolto 2 milioni di firme per il referendum” che andrebbe ad abrogare 4 punti della legge 107 su La Buona scuola. Tra questi, quello relativo all’alternanza scuola-lavoro: “che andrebbe a eliminarne l’obbligatorietà. Ricordo quando l’alternanza fu introdotta la prima volta nella riforma Moratti e – ha sottolineato ancora il Sottosegretario – non prevedeva il concetto di obbligo. Infatti nessuno la fece”.

La Buona Scuola – Sull’alternanza gli scettici si ricrederanno

Quello degli Its, “e’ un percorso nato nel 2008 e concluso nel 2015, su cui noi puntiamo molto. L’81% dei diplomati ha trovato lavoro a dimostrazione che si tratta di un settore che funziona. Per questo ci crediamo e continueremo a crederci ancora di più in futuro”. “Mi ricordo lo scetticismo generale quando nacquero nel 2008 – ha spiegato Toccafondi – c’è’ chi lo vedeva come uno sfruttamento dei ragazzi che si approcciavano al mondo del lavoro, e chi come una svendita della scuola alle imprese. Le stesse terminologie sono usate oggi per l’alternanza scuola-lavoro. Come gli scettici si sono ricreduti sugli Its, alle stesso modo si ricrederanno sull’alternanza. Alternanza che non e’ sfruttamento, non e’ svendita della scuola alle aziende, ma e’ scuola a tutti gli effetti. Se oggi chiudessimo gli Its ci sarebbe una rivolta al contrario, in futuro contiamo che varrà lo stesso concetto anche per l’alternanza che e’ uno strumento fondamentale per i giovani”. La scuola, ha detto ancora il sottosegretario, “non e’ più quella del libro Cuore. Oggi a sapere e conoscenza, si deve unire il saper fare”.

La Buona Scuola – Sugli Its nessun finanziamento a pioggia

Sugli Its, “le Regioni hanno tutta l’autonomia possibile. Noi interveniamo solo alla fine del percorso con la rendicontazione e la premiatila”. “A differenza del passato – ha aggiunto Toccafondi – i finanziamenti alle Regioni non saranno più a pioggia”, in particolare, “il 30% delle risorse destinate agli Its d’ora in poi sarà assegnato su parametri qualitativi basati, per il 40%, sull’occupabilità dei ragazzi”.