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Andria come Balvano: i più grandi incidenti ferroviari della storia italiana

ROMA – L’Italia piange le vittime dell’incidente ferroviario di Andria.
Sono 23 i morti accertati, un bilancio che potrebbe drammaticamente salire nelle prossime ore.
Nel giorno dopo la tragedia che ha colpito la Puglia sono tante le storie di miracoli e di eroi, voci di chi è sopravvissuto all’inferno e dovrà lottare con un orrore indimenticabile.
C’è chi quell’incubo lo ha già vissuto in passato.
Non è la prima volta che l’Italia affronta tragedie di questa portata.

Dal disastro di Balvano alla tragedia di Viareggio, questi sono i più grandi incidenti ferroviari della storia italiana.

Sciagura del treno 8017Sciagura del treno 8017

Il disastro di Balvano ha il triste primato di essere la tragedia ferroviara più grande della storia italiana.
Conosciuto anche come “Sciagura del treno 8017” (il numero del convoglio coinvolto), l’incidente avvenne il 3 marzo del 1944 e persero la vita tra le 500 e le 600 persone, sebbene la stima non sia mai stata confermata.

Il treno merci 8017 partì il 2 marzo da Napoli in direzione Potenza caricando legname da utilizzare nella ricostruzione dei ponti distrutti dalla guerra.

 Sebbene destinato al trasporto merci, durante il percorso, di stazione in stazione, sul treno salirino centinaia di clandestini stremati dalla guerra, in cerca di fortuna nei paesi lucani.

La notte tra il 2 e 3 marzo, il treno 8017 percorse un tratto caratterizzato da ripide discese e gallerie strette.
In una di queste ebbe luogo la tragedia.

Il convoglio era atteso alla stazione di Bella-Muro per l’1:00 di mattina del 3 marzo, ma alle 2:40 del treno non vi era alcuna traccia.

Galleria-delle-Armi-BalvanoLa galleria delle Armi

Situata tra le stazioni di Balvano e di Bella-Muro Lucano, la galleria delle Armi era caratterizzata da una pendenza molto accentuata e poca aerazione.
Una volta entrato in galleria, il treno 8017 iniziò a perdere velocità fino a rimanervi bloccato: si fermò poco dopo l’ingresso, con i soli due ultimi vagoni fuori.
Il macchinista tentò di dare potenza per superare lo stallo e riprendere la marcia, ma a causa dell’eccessivo sforzo delle locomotive, venne rilasciata una grande quantità di monossido di carbonio e acido carbonico.

In poco tempo, macchinisti e passeggeri, che in quel momento dormivano, vennero asfissiati dai gas tossici.

Sopravvissero il fuochista Luigi Ronga e il frenatore del carro di coda, Giuseppe De Venuto, rimasti fuori dalla galleria insieme al penultimo carro.
Quest’ultimo percorse a piedi i binari raggiungendo alle 5:10 la stazione di Balvano e allertando i soccorsi.

Vennero salvate circa 90 persone intossicate da monossido di carbonio.

Il bilancio delle vittime è incerto: stime ufficiali riportano 517 morti, ma alcune ipotesi arrivano a considerarne oltre 600.

disastro vogheraDisastro ferroviario di Voghera

“L’orrore angosciato della sventura di allora riviva oggi e sempre nella memoria raccolta e silenziosa di tutti i vogheresi”.

E’ il 31 maggio del 1962.
Il treno merci 8151 proveniente da Milano entra nella stazione di Voghera alle ore 2.35, nonostante le indicazioni del semaforo rosso, segnale di protezione a “via impedita”.

Più avanti sostava sul terzo binario il treno passeggeri 1391, in partenza per Genova.
Il treno merci viaggiava ad una velocità di crocera di 75 chilometri orari, elevetissima dato che il treno avrebbe dovuto fermarsi alla stazione per il cambio del locomotore.

Il macchinista frenò soltanto a 170 metri di distanza dal treno passeggeri.
Troppo tardi per sventare la tragedia.

Il locomotore del treno merci travolse l’ultima carrozza del treno passeggeri.
Morirono 64 persone.

incidente ferroviario CrevalcoreIncidente ferroviario di Crevalcore

E’ un giorno di nebbia il 7 gennaio 2005.
Sono le ore 12:53 e il treno interregionale IR 2255 proveniente da Verona, si sta dirigendo verso Bologna quando all’altezza della ex stazione di Bolognina di Crevalcore si scontra con treno merci 59308 proveniente da Roma.
I treni viaggiavano su due sensi diversi, ma sullo stesso binario.
Nello scontro, la motrice del treno merci, la vettura-pilota e la seconda carrozza passeggeri furono completamente distrutte.
Per i soccorritori giunti sul posto si trattò di una scena apocalittica.

Furono 17 i morti e 80 i feriti.

Venne aperta un’inchiesta per stabilire le cause del disastro.

Nel 2010 venne richiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo e disastro colposo di sette dirigenti locali di Rete Ferroviaria Italiana (RFI).
Al centro dell’accusa, in particolare, l’assenza del Sistema di controllo marcia treno su quella tratta.
Il processo si concluse nel 2011, con l’archiviazione del caso.

incidente ferroviario viareggioStrage di Viareggio

Il 29 giugno 2009, alle 23:50, un treno merci partito da Trecate (Novara) e diretto a Gricignano (Caserta) deraglia alla stazione di Viareggio.
Il convoglio è composto da 14 cisterne cariche di GPL.
Da una cisterna squarciata del primo carro fuoriuscì il gas che si incendiò innescando un’esplosione.
Immediatamente le fiamme avvolsero strade e vie, trasformando Viareggio in un inferno di fuoco in cui persero la vita 32 persone, bruciate vive dalle fiamme.Due anziani sono morti d’infarto per la paura.
Molti atri, hanno riportato gravi ustioni.

Secondo le indagini l’incidente avvenne a causa della rottura di un fusello della sala montata di un carro cisterna, che trascinò fuori dai binari altri quattro carri provocando il deragliamento del treno.