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Rifugiati. Per loro 100 borse di studio all’univerità

rifugiati silvia costaROMA – “Costruire ponti li’ dove altri innalzano muri”. Da questo intento parte il protocollo d’intesa firmato oggi al Viminale, tra la Conferenza dei Rettori (Crui) e il ministero dell’Interno, per il diritto allo studio di giovani studenti titolari di protezione internazionale. L’accordo prevede il finanziamento da parte degli atenei (tramite fondi erogati dal Ministero) di 100 borse di studio per altrettanti studenti meritevoli, per la frequenza a un corso di laurea triennale, magistrale o dottorato di ricerca.

Lo stanziamento da parte del Viminale – circa 4.300 euro per studente – sarà finalizzato a concorrere ai costi di vitto e alloggio dei ragazzi stranieri che frequenteranno l’università. Gli atenei dal canto loro, partecipano all’azione di sostegno con l’esonero totale delle tasse universitarie e l’accesso alle biblioteche e agli altri servizi. L’accordo ha validità dall’anno accademico 2016-2017, per cui a breve verrà istiutuito un bando apposito, e potrà essere rinnovato per i prossimi anni. L’iniziativa va a inquadrarsi in una strategia complessiva che ha portato alla definizione di un protocollo analogo con la Pontificia università lateranense.

Questi provvedimenti hanno come obiettivo quello di accogliere l’invito del Parlamento europeo a creare ‘Corridoi educativi’ nelle università in favore degli studenti provenienti da Paesi in conflitto. L’invito è scaturito da un appello dell’europarlamentare Silvia Costa, che a novembre 2015 sollecitò il Parlamento in questo senso.

“Sono molto felice che la mia proposta in Europa diventi una realtà in Italia, grazie all’iniziativa lanciata dal Miur e ora concretizzata del ministero degli Interni, d’intesa con la Conferenza dei rettori italiani”, ha detto Costa presente alla firma del protocollo insieme al viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico e al presidente della Crui, Gaetano Manfredi.

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“Un grazie speciale – aggiunge l’europarlamentare – va anche a quelle Università che già spontaneamente avevano risposto al mio appello per l’attivazione di corridoi educativi. Ricordo che il Politecnico di Torino, Ca’ Foscari e Iuav di Venezia hanno da poco siglato un accordo che consentirà a cinquanta studenti di Paesi in conflitto un percorso integrato di alta formazione sulla tutela del patrimonio culturale, come bene universale. Oggi, grazie a questa iniziativa mirata del ministero degli Interni e le prime cento borse di studio, l’Italia dimostra ancora una volta di essere in prima fila concretamente non solo nella prima accoglienza ma anche nella costruzione di progetti a lungo termine”.

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Un ringraziamento a Costa per il suo interessamento arriva anche dal viceministro Bubbico, che ha sottolineato “l’esigenza di trasformare quella che allo stato attuale delle cose è una criticità, in opportunità”. Per questo, ha concluso Bubbico, “stiamo piantando dei semi che in futuro ci daranno i loro frutti”. Di concreta opportunità parla anche il presidente della Crui e rettore della Federico II di Napoli, Gaetano Manfredi, secondo cui “inserire i migranti nel percorso universitario significa integrarli” ma anche “inserire dei giovani talenti nel nostro sistema”. Per far questo, “ci vuole un percorso condiviso ed e’ quello che stiamo facendo con il Ministero “.

Un’esperienza che, inoltre, vede gli atenei del meridione in prima linea: “Le università del Sud- ha aggiunto Manfredi- sono quelle che per motivi anche geografici risentono maggiormente dell’impatto dell’immigrazione e di questi giovani che voglio proseguire i loro studi, spesso interrotti nei loro Paesi di origine”. Composed with the HTML instant editor tool . Purchase a HTMLG license to stop adding promotional messages to the edited documents.

Foto di Stefano Costa