Passato a 85mila km dalla Terra, 2016 QA2: l’asteroide che non ti aspetti

2016 QA2 ha sfiorato la terra

Sono molte le domande che sorgono immediatamente spontanee dopo un evento di questo tipo. Come è stato scoperto? Perché è stato possibile identificarlo solo così poco tempo prima del suo arrivo? E… soprattutto, se un evento del genere possa essere pericoloso per noi…

Scoperto solo poche ore prima dall’osservatorio amatoriale SONEAR in Brasile, 2016 QA2 è passato sopra le nostre teste a circa 88 mila km di distanza, che corrispondono approssimativamente ad appena un quinto della distanza Terra-Luna. Si tratta di uno dei 50 asteroidi passati più vicino al nostro pianeta

Un asteroide di circa 30 metri di diametro, denominato 2016 QA2, è passato la notte tra il 27 e il 28 agosto scorsi alle ore 03.24 italiane a circa 80.200 km dalla Terra, circa un quinto della distanza Terra-Luna. E’ stato osservato pochi minuti dopo il perigeo, alle ore 03.36: l’immagine, effettuata con il telescopio principale da 60 centimetri dell’Osservatorio Astronomico G.V. Schiaparelli del Campo dei Fiori, mostra la strisciata che l’asteroide ha lasciato in soli 15 secondi di posa, mentre si trovava nella costellazione di Andromeda.

2016 QA2 ha sfiorato la terra


Media INAF intervista Maura Tombelli su 2016 QA2

Tra i primi a confermare l’avvistamento di questo NEO (near-Earth object, come vengono definiti gli oggetti del Sistema solare la cui orbita può intersecare quella della Terra) anche gli appassionati del Gruppo Astrofili Montelupo, capitanati da Maura Tombelli, che Media INAF ha intervistato.

2016 QA2 ha sfiorato la terra asteroid_2016Q02A-7_virtual_telescope

Allora Tombelli, ci racconti com’è andata…

«Nell’ambito del nostro programma osservativo sui NEA (near-Earth asteroids), consultando la pagina del Minor Planet Center dell’Unione astronomica internazionale sugli oggetti da confermare, abbiamo visto questo asteroide di magnitudine 14 che avremmo potuto osservare tranquillamente anche noi. Solo che era nell’emisfero sud, allora abbiamo attivato il telescopio remoto MPC Q62 a Siding Spring, in Australia, a cui abbiamo possibilità di accedere e con il quale, appunto, abbiamo confermato l’asteroide 2016 QA2. Sulla circolare di scoperta compaiono infatti le nostre misure».

Ma non è finita qui, vero?

«Sì, è stata una doppia sorpresa. Per coincidenza avevamo stabilito di fare proprio quella sera le prime osservazioni in astrometria dal nostro nuovo osservatorio di Montelupo, per potere ottenere il codice dal Minor Planet Center. Visto che tutto funzionava bene e visto che l’asteroide era diventato visibile anche da nord, l’abbiamo puntato, ottenendo una serie di immagini “da paura”, dalle quali stiamo ancora misurando le posizioni».

Perché è importante questo asteroide?

«È importante perché è passato molto vicino. Era un sasso di qualche decina di metri che, se ci avesse preso, sarebbe stato non dico devastante, però dove cascava sicuramente faceva dei danni. Le misure effettuate serviranno per determinarne l’orbita precisa, per vedere se questo asteroide sarà pericoloso nel futuro».

2016 QA2 ha sfiorato la terra

Che cos’è l’astrometria?

«Fare astrometria vuol dire misurare la posizione assoluta in cielo all’ora esatta per determinare l’orbita degli asteroidi. Io, prima, principalmente scoprivo asteroidi, e mi piaceva perché, visto che all’epoca non lo faceva nessuno, mi sono ritrovata con un grosso numero di asteroidi scoperti. Gli asteroidi venivano scoperti su lastre fotografiche ottenute all’osservatorio di Asiago, poi con il mio telescopio da 30 cm da casa riuscivo a fare il follw-up di quasi tutti quelli che scoprivo».

Dov’è il vostro osservatorio?

«L’Osservatorio Astronomico “Beppe Forti” si trova in località Camaioni a Montelupo Fiorentino, a 7 km da Empoli, in provincia di Firenze. Lo stiamo completando; ora come ora, cerchiamo soldi per fare la cupola».