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Elefanti rischio estinzione. Ultimo paradiso il Botswana

avorio elefantiROMA – E’ il primo Grande censimento dell’elefante quello portato a termine nei giorni scorsi. Un ampio studio che sarà presentato alla Conferenza internazionale sulla fauna selvatica che si apre domani alle Hawaii. Parte dei risultati sono stati già pubblicati sulla rivista PeerJ.

Elefanti rischio estinzione. Il Grande censimento

E’ il più grande studio, a livello continentale, mai portato a termine. Il censimento ha coperto ben 463.000 chilometri, divisi in 18 Paesi diversi dell’Africa. Il costo dell’operazione, durata due anni, è stato pari a 8 milioni di dollari. Una cifra raccolta, soprattutto, grazie al miliardario Paul G. Allen, co-fondatore del colosso informatico Microsoft, e sua sorella Jody Allen. I dati raccolti, grazie all’ausilio di aerei, sono poco confortanti. La popolazione degli elefanti della savana è pari a 352.271 esemplari. I grandi pachidermi osservati appartengono ai 8 paesi esaminati. L’84% degli elefanti vive in aree protette, il rimanente 16% in zone non protette. Grazie al confronto con le stime di studi precedenti si è potuto calcolare che negli ultimi sette anni, il 30 per cento degli elefanti africani della savana, oltre 140mila esemplari, sono scomparsi. Un ritmo di sparizione che potrebbe, nei prossimi nove anni, portare ad un dimezzamento della popolazione.

Elefanti rischio estinzione. L’uomo la principale causa

Pur vivendo in aree protette e grandi parchi nazionali, gli elefanti sono a rischio estinzione a causa dell’uomo. Prima causa di morte per i pachidermi, il bracconaggio. A seguire la riduzione deglibracconaggio 2 habitat naturali dovuti alla crescita delle città. La popolazione africana è, infatti, in continua espansione e le città hanno sempre più “fame” di spazi per nuovi insediamenti abitativi e produttivi.

Elefanti rischio estinzione, bracconaggio anche nei Parchi

I primi voli esplorativi, volti a raccogliere dati utili per il “Grande censimento”, hanno preso il via nel febbraio 2014 dal parco nazionale di Tsavi in Kenia. Le fotografie raccolte, ormai in 18 Paesi, mostrano che il bracconaggio è attivo anche nelle aree protette. Mancanza di fondi e mezzi rende difficile la protezione delle vaste savane. Da qui la necessità di un maggior coordinamento dei governi dei Paesi interessati e una raccolta fondi a livello mondiale per aiutare i controlli locali. Buona anche l’iniziativa degli Stati Uniti di vietare l’importazione di qualunque manufatto moderno in avorio. Una goccia nel mare ma comunque un buon inizio che anche altri Stati potrebbero seguire. Al censimento mancano ancora all’appello due stati, il Sud Sudan e Repubblica Centrafricana. Anche qui sono presenti parchi nazionali ma la situazione difficile in cui versano i due Paesi hanno scoraggiato, anche per ragioni di sicurezza, i ricercatori a proseguire.

Elefanti a rischio estinzione, ultimo paradiso il Botswana

E’ il Botswana il vero paradiso degli elefanti. Qui nei parchi nazionali e nelle aree protette il fenomeno del bracconaggio è quasi del tutto inesistente. Un paradiso terrestre però ormai al collasso. I grandi elefanti africani, quasi fiutassero il pericolo delle altre zone africane, si stanno dirigendo in gran parte proprio nel Botswana. Come se agissero su una sorta di passa parola gli animali stanno andando tutti lì. Il dottor Mike Chase, membro del gruppo “Elefanti Senza Frontiere” in Botswana e uno degli autori dell’indagine avverte “non c’è posto per tutti. Il paese non può fronteggiare questa invasione, soprattutto alla luce di una siccità che ha colpito il paese – la più grave degli ultimi trent’anni”. Gli elefanti “profughi” sono tantissimi e rischiano seriamente di danneggiare, loro malgrado, il delicato equilibrio nato in Botswana.