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Violazione di copyright, duecento artisti difendono Blurred Lines

artisti difendono blurred linesROMA – Duecento artisti difendono Blurred Lines dalla sentenza che condanna la canzone per violazione di copyright.

Beat coinvolgente e tre voci non di poco conto. Robin Ticke, Pharrell Williams e T.I. hanno avuto – e continuano ad avere – un successo travolgente con il singolo uscito tre anni fa.

Un brano che ha catturato le attenzioni di tutti e anche della famiglia di Marvin Gaye. Il motivo? La somiglianza tra Blurred Lines e Got to give it up del cantante scomparso nel 1984.

Da allora la querelle è andata avanti sino allo scorso anno quando la Corte Federale di Los Angeles ha condannato Ticke & company a pagare un risarcimento di 7.4 milioni di dollari, “scontati” a 5.3. Una cifra che corrisponde al 50% delle royalties di Blurred Lines.

I giudici hanno escluso il plagio ma non per questo il “reato”. Secondo la sentenza finale, i due brani si somigliano molto. Robin Ticke, quindi, non avrebbe copiato ma si sarebbe “fortemente ispirato” al pezzo del 1977 di Gaye. E, in effetti, il sound di Blurred Lines richiama fortemente quello di Got to give it up.

Da R. Kelly ai Linkin Park…duecento artisti difendono Blurred Lines

https://www.youtube.com/watch?v=kdnyrnLXFhg

Ovviamente contrari alla sentenza, il terzetto di Blurred Lines è ricorso in appello per contestare quanto deciso. Tre voci a cui se ne sono aggiunte altre 212 in una petizione in difesa del brano e degli autori stessi. R. Kelly, i Linkin Park, Jennifer Hudson, Hans Zimmer, Patrick Stump dei Fall Out Boy, gli Wind & Fire e tantissimi altri.

“Il verdetto – recita la petizione – rischia di punire tutti i songwriters per aver creato nuova musica ispirata a lavori precedenti; tutta la musica condivide ispirazioni da opere musicali precedenti, in particolar modo in un determinato genere musicale”

Un documento in cui, quindi, si chiede una più chiara e precisa regolamentazione della materia al fine di evitare casi come questo. Secondo chi ha firmato, il confine tra semplice ispirazione a un genere e plagio è sottile e non sempre si può parlare di “reato”. Lo sanno bene i Led Zeppelin o Ed Sheeran, recentemente, al centro delle polemiche.

Spetta adesso alla Corte valutare il parere professionale dei duecento artisti. Un nuovo aggiornamento sul caso, però, non è atteso prima di un anno.