spazio e scienza

Cape Canaveral: esplode il razzo di SpaceX. Il commento di Vittori a Radiopopolare

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Il razzo senza equipaggio a bordo doveva essere lanciato in orbita sabato prossimo dalla base dell’Aviazione americana di Cape Canaveral, adiacente al Kennedy Space Center della Nasa, ma qualcosa è andato storto.

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Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX) è un’azienda aerospaziale statunitense con sede a Hawthorne (California), USA. Costituita nel 2002 dal cofondatore di PayPal e CEO di Tesla Motors Elon Musk con l’obiettivo di creare le tecnologie per ridurre i costi dell’accesso allo spazio e permettere la colonizzazione di Marte, l’azienda ha sviluppato i lanciatori Falcon 1, Falcon 9 e Falcon Heavy, progettati con l’obiettivo di diventare riutilizzabili, e della capsula Dragon, lanciata dal Falcon 9 per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. Della Dragon è prevista anche una versione adibita al trasporto umano.


L’incidente al Kennedy Space Center in Florida

L’incidente si è verificato nella rampa di lancio 40 dove i tecnici dell’azienda SpaceX stavano testando i motori del razzo Falcon 9 in vista del lancio di sabato 3 settembre. La notizia è stata diffusa dalla Nasa che ha anche fatto sapere che non ci sarebbero feriti.

Secondo quanto riporta la stampa Usa, l’esplosione ha scosso edifici che si trovavano a diverse miglia di distanza dal luogo dell’incidente. Quindi, una serie di esplosioni multiple si sono succedute per diversi minuti. Il cielo che sovrasta la base di Cape Canaveral è stato oscurato da una densa nube di fumo nero.

Il test durante il quale è accaduto l’incidente era considerato di routine in vista del lancio del razzo Falcon 9 previsto per sabato. Il razzo che sarebbe dovuto andare in orbita sabato, aveva a bordo il primo satellite di Facebook, per il programma che dovrebbe portare internet negli stati dell’Africa sub-sahariana. Secondo i media americani a causa dell’incidente il lancio di sabato sarà rimandato.



 Il Falcon 9 è un lanciatore a razzo progettato e costruito dalla Space Exploration Technologies (SpaceX), il “9” indica il numero dei motori del primo stadio. Il Falcon 9 è prodotto in tre versioni: 1.0, 1.1 e Full thrust. La NASA ha assegnato alla combinazione Falcon 9/Dragon un contratto Commercial Resupply Services per il rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale, nell’ambito del programma Commercial Orbital Transportation Services.


Umberto_GuidoniUmberto Guidoni è stato due volte nello Spazio. Conosce bene il Kennedy Space Center, la base di Cape Canaveral in Florida. Da lì è partito per le stelle nel 1994 e nel 1996. Gli abbiamo chiesto di spiegarci quanto è grave e importante l’incidente che ha coinvolto un razzo dell’azienda aerospaziale SpaceX, il Falcon 9.

L’intervista di radiopopolare all’astronauta italiano

Come cambia la natura della Nasa alla luce dei rapporti con questa società privata?

“La Nasa ha fatto un accordo con la  SpaceX e con altre due società private, la Boeing e la Sierra Nevada per trasportare gli astronauti sulla stazione spaziale internazionale. E’un’intesa che riguarda le orbite più vicine alla Terra. Per quanto riguarda invece le grandi missioni, la Nasa sta costruendo un nuovo vettore, Orione, che porterà gli astronauti sulla Luna e poi, in un futuro prossimo, su Marte”.

Ma perché si punta ancora sull’esplorazione dello Spazio? Anche i cinesi vogliono andare sulla Luna…

“Beh…come dice Stark Trek, lo spazio è l’ultima frontiera. Il nostro pianeta è quasi completamente esplorato e quindi continuiamo ad andare nello Spazio per trovare nuove frontiere. Andiamo alla ricerca di risorse, ma anche per poter trasportare in futuro società umane su altri pianeti. Ci vorranno anni, naturalemente, ma questa sfida permette di sviluppare sulla Terra nuove tecnologie. Una sfida che ha coinvolto anche società private, interessate allo sviluppo tecnologico e all’eventuale reperimento di materie prime nello Spazio”.

Ma secondo lei riusciremo ad andare su Marte?

“E’sicuramente realizzabile. Dobbiamo sviluppare le tecnologie necessarie. Quello che conta è l’intensità con cui vogliamo andare su quel pianeta. Per andare sulla Luna ci abbiamo messo dieci anni. Per Marte magari ci vorrà di più, ma se c’è la volontà, i tempi si accorciano. Prima di andare fino a là sarebbe però interessante raggiungere gli asteroidi che si trovano vicino alla Terra, possibili fonti di materie prime, motivo per cui, come dicevo, le società private si interessano allo Spazio”.

Com’è stare lassù?

“Beh…indimenticabile. E’ una realtà diversa. Le leggi fisiche della Terra non valgono. Galleggi. E poi vedi dall’alto la Terra, isolato in mezzo a un buio immenso. E questo ti fa capire quanto sia importante e quanto male noi esseri umani trattiamo il nostro pianeta”.

Lei era partito dal Kennedy Space Center…

“Si, nel primo volo siamo tornati lì. Nel secondo, invece, siccome c’era condizioni meteo difficili sulla Florida, siamo atterrati in California”.

Ma è come atterrare con un aereo?

“Beh..insomma. Quando rientri nell’atmosfera viaggi a una velocità enormente più elevata, una decina di volte più veloce del suono. E poi, atterri senza motore. Hai quindi una sola possibilità di centrare la pista. Momenti che non si scordano. Hai voglia id riabbriacciare i tuoi cari, ma hai già nostalgia dello Spazio”.