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Buon compleanno Barbie: 57 anni e non sentirli

barbieROMA – E’ possibile che un semplice giocattolo di plastica abbia potuto (e possa anche adesso) incantare e influenzare intere generazioni? E’ una domanda che si sono posti innumerevoli psicoanalisti e sociologi; Barbie infatti è diventata fin da subito un fenomeno di costume: ha dettato mode, stili di vita e modi di essere e, pur essendo passati 57 anni, risulta essere il gioco più amato dalle bambine di sempre.

Il 6 settembre del 1959 l’insustria di giocattoli statunitense Mattel commercializzò per la prima volta la “Barbie”, la bambola sedicenne disponibile bruna o bionda (solo successivamente la Barbie sarebbe apparsa sempre bionda).

Il primo modello di Barbie

Il primo modello apparve con indosso un attillato costume zebrato che non sembrò subito convincere molto; Il costo della bambola era di 3 dollari. Ben presto però, tutti si dovettero ricredere: la Barbie fu costruita in Giappone e il primo anno che venne lanciata sul mercato ne furono venduti circa 350.000 esemplari. Il personaggio della linea più venduto fu la ‘Totally Hair Barbie’, distribuita nel 1992, con capelli acconciabili lunghi fino ai piedi in vendita nel 1992.

Come nasce Barbie?

Tutto nacque dall’idea di una mamma: Ruth Handler si rese conto che alla figlia piaceva far interpretare alle bambole ruoli da adulti, ma nei negozi dell’epoca la maggior parte delle bambole rappresentava neonati, così Ruth suggerì l’idea di una bambola “adulta” al marito Elliot, il co-fondatore della casa di giocattoli Mattel. A questo punto Ruth, aiutata dall’ingegnere Jack Ryan, costruì la prima Barbie che venne chiamata Barbara, proprio come la figlia dell’ inventrice. Mentre la figura di Barbie faceva il giro del mondo e accresceva la sua popolarità, Mattel si pose l’obiettivo di accrescerne il mito inventado una vera e propria biografia per questa giovane donna statunitense.

I motivi del suo successo planetario sono riconducibili alla stessa data di creazione: siamo al ridosso degli anni 60′ con un individualismo crescente ed esplosivo in seguito al Dopoguerra, il boom economico e quel rinnovamento generazionale che vede la nascita di una nuova figura di donna, che abbandona gradualmente l’etichetta formale in favore di una maggiore espressione di libertà. Cambiamenti, che forse hanno spinto ogni bambina ad allontanarsi dal mondo infantile per affacciarsi, anche immaginariamente, al nuovo e splendido mondo degli adulti, in quegli anni che in seguito saranno chiamati i “mitici” anni Sessanta.