spettacolo

Santoro, con Robinù storie di malavita e di ragazzi con il kalashnikov

Robinù Michele SantoroROMA – Robinù, l’intenso documentario ideato e diretto da Michele Santoro, approda oggi, mercoledì 7 settembre, alla 73a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella nuova sezione non competitiva Cinema nel Giardino. Il 15 giugno 2016 il Tribunale di Napoli, si legge nel comunicato stampa che accompagna il lancio del film, ha condannato oltre 40 imputati – per la maggior parte ragazzi – riconoscendo per la prima volta l’esistenza di un cartello criminale formato dai giovanissimi Sibillo e dagli eredi del vecchio boss Giuliano.

Robinù, gli eredi di quello che fu il regno di Loigino Giuliano

C’era una volta Loigino Giuliano. Il “re” incontrastato del quartiere Forcella dalla metà degli anni ’70. Con lui regnava l’ordine camorristico e, grazie alla droga e al contrabbando, il clan Giuliano incassava miliardi su miliardi ogni anno. Oggi i nipoti di quei Giuliano sono dei giovanissimi Robin Hood, che rifiutano l’autorità di quei capi che prima si arricchiscono e poi si pentono. Quei vicoli in rovina continuano ad essere centro di controllo decisivo per il rifornimento di cocaina della metropoli. La stessa metropoli che ospita la popolazione più giovane d’Europa. Una città che tuttavia è del tutto sottomessa a quei ribelli che a soli 16 anni non conoscono più regole né limiti. Giovani pronti ad usare senza nessuna remora il kalashnikov.

Robinù, storie di ragazzi con la pistola

Basato sui veri volti dei baby-boss della camorra, dei loro familiari devastati dal dolore, il loro racconto diretto e senza alcuna mediazione, il documentario porta per la prima volta sullo schermo la storia di un intero giovane popolo ridotto a carne da macello. Sotto gli occhi indifferenti delle istituzioni, quei ragazzi hanno evaso qualunque obbligo scolastico, non parlano italiano, hanno i denti già devastati dalla droga, ed esprimono chiaramente sentimenti e passioni di una forza sconosciuta a quella parte di Paese definita “normale”.

Robinù 4

Robinù, la sinossi

«Tu queste cose le devi fare ora. Perché così, se vai in galera per vent’anni, esci e hai tutta la vita davanti»

È questa la concezione del mondo di quei soldati bambino che a 15 anni imparano a sparare. A 20 sono killer consumati e a 30 spesso non ci arrivano nemmeno… A Napoli, negli ultimi due anni, bande di adolescenti si combattono, a colpi di kalashnikov, in una guerra dimenticata. Mattanza che è arrivata a contare oltre 60 morti. La chiamano “paranza dei bambini”. Giovani ribelli che sono riusciti a imporre una nuova legge di camorra per il controllo del mercato della droga. Una paranza che da Forcella si insinua nei Decumani, e scende giù fino ai Tribunali e a Porta Capuana. È il ventre molle di Napoli. La periferia nel centro, tra turisti che di giorno riempiono le strade e gente che di notte si rintana nei bassi trasformati in nuove piazze di spaccio. Il vero carburante capace di far girare a mille il motore della mattanza.

Robinù

Da un’idea di Michele Santoro e Maddalena Oliva. Scritto da Michele Santoro, Maddalena Oliva, Micaela Farrocco. Prodotto da: Zerostudio’s e Videa Next Station. Produttore esecutivo: Sabina De Dominicis. Distribuzione: Videa.