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Al via Romaeuropa Festival: 524 artisti per 145 giorni di attività in 20 spazi della Capitale

romaeuropaROMA – Grandi nomi del teatro e della danza internazionale, avanguardie, musica, tecnologie e arti visive. Dopo la spettacolare anteprima al Palatino, la stagione ufficiale del Romaeuropa Festival si apre con i numeri impressionanti già annunciati a maggio scorso: 524 artisti per 145 giorni di attività in 20 spazi della Capitale, e un totale di 40mila biglietti a disposizione degli spettatori.

Il programma del Romaeuropa Festival

Si comincia con ‘Barbarians’ di Hofesh Shechter, il prossimo 21 settembre al Teatro Argentina. Poi subito un evento gratuito e all’aperto, a mezzogiorno, al Laghetto di Villa Borghese, con i ‘Riti Marittimi’ di Alvin Curran e la Banda della scuola Popolare di Testaccio. Il 27 e 28 si torna all’Argentina con la coreografa Sharon Eyal e poi il 30 settembre e l’1 ottobre con Emio Greco e il Ballet National De Marseille. Tra il 29 settembre e l’1 ottobre l’appuntamento è anche a Villa Farnesina con lo spettacolo di Sabina Meyer, ‘Ninfa in lamento’. Per questa prima tranche, infine, in cartellone anche lo spettacolo di Lina Prosa a Villa Medici, il 29 settembre. Il programma andrà poi avanti sino a dicembre. Tra le tante compagnie, 34 vedranno il proprio debutto al Romaeuropa, e tra i tanti appuntamenti 51 saranno dedicati alla creazione contemporanea. Ai luoghi tradizionali del festival si aggiungono, per questa edizione titolata ‘Portati Altrove’, anche location d’eccezione come l’Accademia dei Lincei, l’Infn di Frascati e l’Aula Ottagonale delle Terme di Diocleziano.

Durante la conferenza stampa, allo Spazio Romaeuropa, il direttore artistico del festival, Fabrizio Grifasi, ha annunciato la presenza del padre della robotica, il professore giapponese Iroshi Ishikuro, che il 23 novembre sarà alla Pelanda e nell’ambito di Digitalife terra’ una conferenza con il suo automa.

I grandi nomi internazionali

Ad inaugurare REf16 il 21 settembre sarà Hofesh Shechter, coreografo tra i più acclamati nel panorama internazionale al Teatro Argentina, con il debutto italiano di ‘Barbarians’, un lavoro sull’intimità, la passione e la banalità dell’amore. Seguirà Forced Entertainment, una maratona cheromaeuropa_2 concentra le 36 opere di Shakespeare in 8 serate per una rilettura in chiave di racconto. Tornerà la compagnia del Quebec ‘Les 7 doigts de la main’, con la loro commistione di danza e nuovo circo. All’auditorium Parco della Musica andrà in scena Ben Frost in Music For So’laris, progetto musicale ideato con Brian Eno e Dani’el Bjarnason sul celebre Solaris di Andrej Tarkovskij, eseguito dall’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Emio Greco porterà in scena all’Argentina la ‘Passione’ con il suo Ballet National De Marseille. Ci sarà un trittico di appuntamenti con la ‘memoria’ del contemporaneo: Anne Teresa De Keersmaeker e Steve Reich con Rain; Wim Vandekeybus con In Spite of Wishing and Wanting; Orestea, storico allestimento della Soci’etas Raffaello Sanzio rimesso in scena da Romeo Castellucci.

Alla Pelanda, nell’ambito di Digitalife, sarà istallata una gigantesca macchina robotizzata che scolpisce una cascata d’acqua in tempo reale. E’ un’opera che vedrà protagonisti il suo ideatore Shiro Takatani e lo scultore Christian Partos.

La musica al Ref16

Alvin Curran sarà protagonista sia al Laghetto di Villa Borghese, con la Banda della Scuola popolare di Musica di Testaccio, sia nella storica residenza dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici; Sabina Meyer a Villa Farnesina; Lucia Ronchetti nell’Aula X delle Terme di Diocleziano con i cori dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. L’Orchestra di Santa Cecilia, invece, sarà protagonista di Senza Sangue di Peter Eotvos sull’omonimo romanzo di Alessandro Baricco.

La Pelanda ospiterà Tempo Reale Electroacustic Ensemble per Sylvano Bussotti ed Alessandra Celletti con l’artista visivo Onze, le animazioni musicali di Dark Circus dei francesi Stereoptik e la sonorizzazione del film Blackmail del collettivo Edison Studio. Il dialogo tra musica e immagini andra’ in scena con Colapesce, in uno scambio con i documentari di Vittorio De Seta, e con il pianista Chassol, entrambi in scena al Monk Club. Qui anche la reinterpretazione dei più celebri brani di Tom Waits ad opera del gruppo canadese Lodho – L’Orchestre d’hommes-Orchestres e i rancheros di Chavela Vargas interpretati da Dimartino e Fabrizio Cammarata. Altra voce italiana è quella di Raiz, leader degli Almamegretta, al Teatro Vascello con il compositore Yotam Haber e l’Ensemble LCP diretto da Daniele Del Monaco per un percorso nelle antiche melodie ebraiche dal titolo New Ghetto Songs coprodotto con Nuova Consonanza.

Nuove scritture tra coreografia e drammaturgia

Sharon Eyal si esibirà per la prima volta al Festival con Gay Behar, Ori Lichtik e la sua L-E-V Company; Noè Soulier e l’americana Liz Santoro con il francese Pierre Godard. ‘Olandiamo’ è il titolo di un focus dedicato alla nuova coreografia olandese che vedrà protagonisti Nicole Beutler, Ann Van Den Broek e Jan Martens. La nuova edizione di Dna, quest’anno a cura di Francesca Manica, porterà in scena il progetto al femminile della compagnia C&C e gli spettacoli di Christos Papadopoulos, Lali’ Ayguade’, Yasmine Hugonnet, cui si aggiunge l’italiana Lara Russo, vincitrice di Appunti Coreografici 2015. Daria Deflorian e Antonio Tagliarini andranno in scena al Teatro India con la prima nazionale de ‘Il cielo non è un fondale’ e con ‘Acqua di Colonia’.

Digitalife – Arte e tecnologie al Ref16

Ancora incontri tra nuove tecnologie, arti visive e performative con gli spettacoli di Adrien M/Claire B, del visionario Pierre Rigal e del collettivo transdisciplinare Fuse*. Il CRM-Centro ricerche musicale con Jose Miguel Fernandez, Alexander Vert, Michelangelo Lupone, Philippe Spiesser, Thomas Koppel presenterà gli strumenti elettronici di manipolazione del suono GeKiPe e SkinAct. Ancora a La Pelanda la settima edizione di Digitalife, la mostra dedicata all’interazione tra arti visive e nuove tecnologie curata da Richard Castelli che presenta l’opera Zee di Kurt Henstschlager, l’installazione site-specific Deep Dream_ActII di None, oltre alla gia’ citata 3D Water Matrix con le opere di Takatani e Partos. Completa il percorso di opere il progetto Understanding the Other a cura del laboratorio PerCro della Scuola Superiore di Sant’Anna, oggi ai suoi 25 anni di sperimentazione e ricerca.