Issate bandiere Italia e Europa all’istituto Matteucci

Roma – “In una democrazia, se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si puo’ dire che a lungo andare la scuola e’ piu’ importante del parlamento e della magistratura e della corte costituzionale. Il parlamento consacra in formule legali i diritti del cittadino, la magistratura e la corte costituzionale difendono e garantiscono questi diritti. La coscienza dei cittadini e’ creata dalla scuola”.

Accompagnati da queste parole del padre costituente Piero Calamandrei a Roma gli studenti della succursale di via Rossellini dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri ‘Carlo Matteucci’ nel III Municipio hanno assistito stamattina alla breve cerimonia voluta dal dirigente scolastico Maria Gemelli per issare le bandiere italiana ed europea anche nella sede staccata.

“Di solito le bandiere sono solo nelle sedi centrali”, dichiara Gemelli, “invece a me piaceva l’idea che venissero esposte anche nelle succursali, soprattutto in una succursale come questa che abbraccia un territorio piuttosto vasto che va oltre il Raccordo, perche’ volevamo venisse trasmesso ai ragazzi un messaggio di coeseione e di appartenenza ad una comunita’. Abbiamo deciso di coinvolgerli perche’ questa cerimonia simboleggia l’appartenenza dei ragazzi alla scuola, non la scuola come entita’ con la ‘s’ maiuscola, ma a questa scuola. In questo istituto infatti”, aggiunge il dirigente, “i ragazzi contribuiscono alla pulizia delle aule, supplendo all’ente locale che non interviene per motivi evidentemente economici. Era bello quindi premiarli con questa cerimonia. Loro la scuola gia’ la sentono come propria, pero’ ci piaceva coronare questo loro impegno con qualcosa di ufficiale”.

Le note dell’inno di Mameli hanno aperto ufficialmente la manifestazione coronata dalla lettura del brano di Calamandrei, recitato per l’occasione da un genitore, un professore e una studentessa, a rappresentare tutti i soggetti che compongono la comunita’ scolastica. “Abbiamo scelto le parole di Calamandrei”, aggiunge il dirigente, “perche’ e’ un padre costituente e perche’ agli studenti deve passare il messaggio che tutto quello che noi siamo dipende da qualcuno che l’ha creato. I professori di storia li hanno preparati prima della cerimonia e sono stati loro stessi a scegliere di puntare sulla lettura di questo brano piuttosto che di un altro”. Invitata speciale della cerimonia anche il sindaco di Roma Virginia Raggi, che, non potendo partecipare, ha voluto inviare il proprio saluto ai ragazzi dell’istituto con un telegramma che verra’ letto nelle classi.