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Nevermind compie 25 anni: il 24 settembre del 1991 si è riscritta la storia del rock

nevermindROMA – Il disco perfetto. Così, a distanza di 25 anni, è ancora definito Nevermind, secondo album dei Nirvana simbolo del fermento e dei tormenti delle generazioni degli anni ’90.

L’album, pubblicato il 24 settembre del 1991, è considerato la chiave di volta della storia del rock, un insieme di parole e musica, che trasformate in tracce hanno messo la parola fine ad un’epoca aprendone automaticamente un’altra, probabilmente destinata all’eterno. La band formata da Kurt Cobain, Krist Novoselic e Dave Grohl diede vita al Grunge, e ne fece diventare Seattle la capitale.

Nevermind, un pò di storia

Nevermind si classificò alla 17esima posizione nella lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone e alla terza posizione nella classifica dei 100 migliori album di sempre stilata dalla rivista inglese Q. La sua rivoluzione fu tale che l’album fa parte delle registrazioni preservate nella United States National Recording Registry.

A dispetto delle basse aspettative commerciali del gruppo e della casa discografica, Nevermind divenne un enorme successo alla fine del 1991, soprattutto grazie alla popolarità acquisita dal primo singolo estratto da esso, Smells Like Teen Spirit. Nel gennaio 1992, il disco riuscì a spodestare Dangerous di Michael Jackson dalla vetta della classifica statunitense Billboard 200. L’album produsse inoltre altri tre singoli di successo: Come as You Are, Lithium, e In Bloom. La Recording Industry Association of America ha certificato l’album disco di diamante (più di 10 milioni di copie vendute), e si stima che abbia venduto nel complesso circa più di 24 milioni di copie nel mondo (Wikipedia).

Tutto ciò che si lega a Nevermind è storia, a partire dalla copertina, con il neonato Spencer Elden che nuota nudo in una piscina attirato da un dollaro galleggiante, fino ad arrivare alla maledizione del ‘Club dei 27’ che ha travolto come un treno in corsa anche il leader Kurt Cobain, suicidatosi il 5 aprile del 1994 nella sua casa di Seattle.

Cobain e la maledizione del “Club dei 27”kurt cobain

27. Sono gli anni della morte, che il leader dei Nirvana ha in comune con Jimi Hendrix e Amy Winehouse. Tutti grandi talenti della musica, morti prematuramente all’età di 27 anni ma come cantò Cobain in Rape Me nel 1993, “non sono gli unici”. Proprio come Janis Joplin fu il simbolo degli anni ’60, Kurt Cobain fu il manifesto degli anni ’90. I suoi potenti testi e le sue melodie rispecchiavano l’apatia, l’angoscia e la depressione di quella generazione, consacrando i Nirvana nell’Olimpo delle superstar.

Ma proprio quel successo fu fatale per Kurt Cobain. Soffriva di depressione grave e dipendeza da eroina, e si tolse la vita con un fucile da caccia il 5 aprile del 1994. La sua morte diede origine alla prima discussione sul numero insolito di musicisti che sono scomparsi all’età di 27. La definizione “Club 27” si pensa abbia avuto origine con una dichiarazione dalla madre di Kurt Cobain: “Ora [Kurt] è andato e si è unito a quello stupido club. Gli avevo detto di non unirsi a quello stupido club”.