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Università. Cantone, fuga di cervelli e corruzione facce della stessa medaglia

universita-cantoneROMA – “C’è un grande collegamento, enorme, tra fuga di cervelli e corruzione”. Un’affermazione decisamente forte che prende ancor più peso per la “firma” che porta. A pronunciarla il responsabile dell’Anac Raffaele Cantone intervenendo, a Firenze, al convegno nazionale dei responsabili amministrativi delle università. Cantone ha anche confessato che l’Anac è “subissata” di segnalazioni di presunti casi di corruzione negli atenei italiani. “Siamo subissati di segnalazioni su questioni universitarie, spesso soprattutto segnalazioni sui concorsi”, ha spiegato il responsabile dell’Anac.

Corruzione università, parole di Cantone “stimolo alla riflessione”

“La denuncia di Cantone sulla presenza di certi meccanismi perversi nelle università e sul legame di questi con la cosiddetta ‘fuga dei cervelli’ deve spingerci ad una riflessione profonda piuttosto che provocare una levata di scudi nel mondo accademico”, così il Sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone. “Se è vero che esistono norme contro le baronie, ha detto ancora Faraone, se e’ vero che l’università e’ valutata ma continuano ad esserci 3.000 giovani con il titolo di dottore di ricerca all’anno che lasciano l’Italia e l’Anac e’ subissata da segnalazioni di abusi nei concorsi, ecco, se sono veri tutti questi fatti, cosa c’e’ che non va nei nostri Atenei?”.

Corruzione università, autonomia e qualità non bastano

“Gli atenei italiani, e’ un dato di fatto, hanno autonomia – continua Faraone – un’autonomia che viene valutata in termini di qualità della ricerca. Forse in alcuni casi questo non basta. Dobbiamo allora chiederci cosa non funziona nel sistema complessivo. I meccanismi concorsuali universitari sono molto particolari. Da una parte si tratta forse del settore più controllato e trasparente di tutta la Pubblica Amministrazione. Dall’altra c’è’ una grande autonomia che e’ giusto riservare agli Atenei e alle comunità scientifiche, ma all’interno della quale, in alcune occasioni, possono trovare spazio abusi e scelte discutibili, alle quali Cantone fa riferimento”.

Corruzione università, serve sistema d’eccellenza non d’elite

“Gli Atenei – spiega – sono valutati in termini di qualità della ricerca, ma non sempre questo e’ sufficiente a spingere ai comportamenti più virtuosi. Probabilmente sarebbe necessario passare dalladavide-faraone valutazione ‘aggregata’ degli Atenei a quella dei singoli Dipartimenti e magari delle singole procedure concorsuali. Questi meccanismi sono gia’ presenti nella VQR (valutazione della qualita’ della ricerca), ma la loro efficacia e’ fortemente limitata dalle modalità con cui poi sono assegnate le risorse alle università. Su questo stiamo lavorando con attenzione, perché la valutazione non e’ la ‘Santa Inquisizione’, ma uno strumento per spingere e rendere possibile il miglioramento. Agendo in modo opportuno riusciremo sempre di più ad innalzare non solo il livello della ricerca ma la trasparenza, le relazioni e il modo di stare e fare ricerca e ‘scuola’, non di tipo ‘proprietario’ ma pubblico, aperto, libero. Il nostro sistema deve essere d’eccellenza, non d’elite”.

Corruzione università, Miur accanto al mondo accademico

“Sono sicuro – conclude il Sottosegretario – che il mondo accademico sente l’esigenza di questa riflessione e noi siamo al loro fianco, impegnati a lavorare sulle norme e sui meccanismi di finanziamento, consapevoli che queste cose non sono sufficienti se non accompagnate da un rafforzamento della capacita’ del mondo universitario di vigilare sui propri percorsi di selezione e auto-valutazione”.