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Europa League: Eurofiguraccia Inter. Cade il Sassuolo, ok Fiorentina e Roma

europa leagueROMA – Seconda giornata di Europa League per le quattro italiane in corsa. O meglio per le tre rimaste in lizza per la qualificazione alla fase successiva, perché la quarta, l’Inter di de Boer, con la seconda nefanda prestazione europea, pare già ai titoli di coda. Solo un miracolo sportivo, vale a dire vincere tutte e quatto le partite rimaste nel girone K, potrebbe riaprire la questione passaggio del turno. Ma vista la squadra in campo oggi, forse neanche un intervento soprannaturale potrebbe bastare. Sul velluto la Fiorentina che schianta gli azeri del Qarabag, nessun problema per la Roma che vince l’ inconsistente resistenza dei romeni dell’Astra Giurgiu, cade in Belgio, in casa del Genk, il Sassuolo di Di Francesco.

SPARTA PRAGA-INTER: 3-1

Senza gambe né cuore. Eccola l’Inter che abbandona lo “Stadion Letna”, casa dello Sparta Praga e, stasera, luogo del delitto perfetto a tinte nerazzurre. Tre goal che non ammettono repliche, una magrissima figura al cospetto di una formazione, quella praghese, che veniva dalla sconfitta di domenica scorsa nel derby con lo Slavia, ancor prima dalla scoppola rimediata contro il Southampton (prossimo, agguerrito, rivale dei milanesi) all’esordio in Europa League, e con le cure del nuovo tecnico Holoubek, chiamato apposta per fermare l’emorragia di gioco e risultati, ancora tutte da verificare. Mai in partita, la squadra del tecnico orange si ritrova sotto dopo appena venticinque minuti di gara (doppietta del centravanti Kadlek) senza neanche capire come. Reazione nemmeno a parlarne, sembra la stessa partita giocata (e persa) all’esordio con gli israeliani dell’Hapoel. A nulla serve il colpo di coda del gol del 2-1 a firma Palacio, arrivato dopo ben settantuno minuti di gara, perché qualche minuto più tardi, Ranocchia rimedia la sua prima espulsione stagionale e, sul conseguente calcio di punizione, i cechi chiudono la gara col terzo gol (Holek). Pessima Inter: Totti & Co. già si sfregano le mani.

FIORENTINA-QARABAG: 5-1

Vittoria di spessore, utile soprattutto per la reti segnate, hai visto mai serva poi in caso di appaiamenti. Vittoria di spessore, dunque ma non senza patemi, sofferti soprattutto nei primi venti minuti della gara. È grazie a un Babacar sempre più incisivo e a un ritrovato Zarate (doppietta), tirato a lucido dopo il tremendo periodo trascorso (la moglie Natalie ha lottato con successo contro un tumore, ndr), che la squadra di Sousa compie un ulteriore passo in avanti verso la qualificazione. Detto dei bollenti spiriti azeri (vantaggio sprecato in almeno due occasioni da Almeida e Ismaylov), contenuti con fortuna e mestiere dai gigliati, la Viola, svegliata anche dai fischi del “Franchi”, cominciava a giocare come sa fare, fiaccando passo passo le contromosse del Qarabag. Afine primo tempo, il tris è servito (doppietta Babacar più Kalinic).

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Seconda frazione che non ha nulla da dire o da chiedere, e che ha senso solo per Maurito Zarate. L’ex laziale entra con la voglia si di spaccare il mondo, troppa la tensione accumulata negli scorsi mesi. In quindici minuti graffia due volte, la seconda con una punizione strappa applausi. Pratica archiviata, giocatori ritrovati, primato nel girone J. Sousa sorride, e con lui tutta Firenze.

GENK-SASSUOLO: 3-1

Con otto giocatori fuori per infortunio (da Berardi a Missiroli, da Cannavaro a Sensi, da Matri a Duncan), per i resti del Sassuolo, la trasferta di Genk da complicata si è trasformata in impossibile. Tre goal, una reazione tardiva con la rete di Politano, ma il muro dei belgi è sembrato davvero troppa cosa per i neroverdi. Nulla è compromesso, per carità; il girone è in perfetto equilibrio con tutte e quattro le squadre a tre punti. Eppoi, questa Europa League, per Di Francesco e soci è un po’ come per degli alunni delle superiori la gita del quinto anno all’estero: speri che vengano tutti i tuoi compagni per divertirti insieme, poi dove si va e fino a dove si arriva può anche non contare.

ROMA-ASTRA-GIURGIU: 4-0

Non è ancora freddo ma il “brodino caldo” che la Roma si riserva con i tre punti sui romeni dell’Astra non è di poco conto e, siamo sicuri, è assai gradito soprattutto all’acciaccato tecnico toscano. Che aveva chiesto di “porre fine ai giochini e pensare a vincere”: altro miglior sistema per sconfiggere “menti malate” e “situazioni create ad arte” non ce n’è.

Capitan Totti sugli scudi: regala assist e colpi di tacco, nel deserto dell’Olimpico (non più di dodicimila paganti), e con lui lasciano la firma Strootman, Fazio e Salah, autori di tre delle quattro marcature giallorosse (il poker è un’autorete). Girone saldamente nelle corde della Roma, che deve, però, ritrovarsi velocemente per definire al meglio gli obiettivi della stagione. L’Europa League non sarebbe da scartare: sarà in grado l’ambiente tutto di capirlo e stare vicino alla squadra? La risposta può arrivare già da domenica, quando all’Olimpico arriverà quel che resta dell’Inter.