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Twins Father Band, medici in prima linea sul palco

twins-father-band-2Roma – Per una sera medici in prima linea, non in corsia, ma su un palco per una buona causa. La twins father band composta da: Emanuele Caroppo, cantante e psichiatra, Emiliano Santacroce, batterista e medico del lavoro, Alessandra Valenza, bassista e neurologo, Alessandro Cina, chitarrista e radiologo, Salvatore la Carruba, chitarrista e geriatra e Silvio De Santis, tastierista e internista.

Alessandro Valenza è il paroliere del gruppo che riesce a trasformare i grandi classici della musica in delle vere e proprie hit di prevenzione in musica, un esempio è la loro personalissima versione di ‘Sweet Home Chicago’ dove vengono elencati i sintomi di un ictus.

Una sala gremita, una serata di musica che è stata anche l’occasione per far incontrare ‘i premi gemelli’ dal 1967 al 2015 e la consegna del premio Gemelli 2015, l’annuale premio dell’Università Cattolice del Sacro Cuore assegna allo studente più meritevole. Il ricavato della serata è stato devoluto al Centro clinico Nemo pediatrico, un centro ad alta specializzazione pensato per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari come la Sla, sclerosi laterale amiotrofica, la Sma (Atrofia muscolare spinale) e le distrofie muscolari.

twins-father-band-1“Riteniamo che anche il clima di ospitalità di un paese sia fondamentale – ci racconta Emanuele Caroppo, cantante della band e psichiatra – per far si che il percorso migratorio abbia un buon inizio. Arrivare in una terra dove non piovono bombe non basta. Il termine adatto è accoglimento: un paese ospitante, nonostante le difficoltà, non può prescindere dal far si che ci sia un accoglimento di queste persone, per far si di mantenere vivo il sogno del proprio futuro. Come band abbiamo deciso di dedicare una canzone “Non ci sto a morire qui” a una giovane donna migrante sopravvissuta al naufragio del 3 ottobre, che ha deciso di iscriversi alla facoltà di Medicina per restituire il dono della salvezza agli altri. Attraverso questa canzone la speranza è contribuire alla sensibilizzazione verso i migranti e il loro benessere. Come band, si vede anche dai nostri testi, ci mettiamo a disposizione delle associazione, dei centri, delle onlus, che si occupano di malattie particolari, spesso messe da parte, malattie rare. Nel caso specifico della onlus Nemo – conclude – che si occupa di bambini portatori di alterazioni a livello neuromuscolare e motorio, siamo intervenuti attraverso le nostre note per richiamare l’attenzione su questi temi.”