Qualificazioni mondiali: brividi in Macedonia, Immobile salva gli azzurri

pallone da calcioROMA – All’inferno e ritorno. Siamo sicuri che Ventura & Co. si siano sentiti esattamente così tra il 59’ e il 91’, vale a dire tra il raddoppio di Hasani (la Macedonia aveva pareggiato il vantaggio di Belotti solo due minuti prima col palermitano Nestorovski) e la seconda rete di Ciro Immobile, bomber della Lazio, che ribalta l’incontro, regalando i primi tre punti della sua gestione ad uno stravolto Ventura. Nel mezzo, una partita densa di episodi, che regala cinque gol, quattro solo nella ripresa.

Spettacolo, dunque; emozioni, certo: ma i dubbi rimangono. Troppo brutti in alcuni frangenti, gli azzurri, per essere veri. Andiamo con ordine, però, partiamo dall’inizio: a Skopje per vincere, s’era detto. Per tornare col bottino pieno, Ventura si affida alla “meglio gioventù”: fuori Pellè, Chiellini, Montolivo, per i risaputi motivi, e Parolo, per scelta tattica, il tecnico ligure passa alla linea verde, inserendo Belotti, Bonaventura, Bernardeschi e Immobile, confermando De Sciglio e schierando, finalmente, Verratti, non ancora, però, al top della forma. La scelta pagherà, non senza una evitabilissima ventina di minuti (della ripresa) in cui la Macedonia fa il bello e il cattivo tempo, addirittura piazza l’uno-due, sobillata dal “Grande Vecchio” Pandev, al comando di un manipolo di onesti pedatori e future promesse.

TRAVERSA MACEDONE

Prima frazione col copione atteso: l’Italia a pressare, la Macedonia pronta a ripartire, gli azzurri a lavorare di possesso palla, i giallorossi di casa pronti a rintuzzare. Al 18’ va davvero così: ragnatela di (sterili) passaggi al limite dell’area macedone, palla intercettata e rilanciata nella nostra trequarti, con Nestorovski che non ci pensa due volte, ma centra la traversa a Buffon battuto. Brividi, serve la scossa.

CANTA IL GALLO

Che arriva sei minuti più tardi. Tanto basta, infatti, agli azzurri per passare, con un gol in acrobazia del torinista Belotti, bravo a riprendere al volo, trasformandolo in pallone imprendibile per Bogatinov, uno spiovente dalla sinistra. Ora sembra tutto facile, con gli azzurri che danno l’impressione di voler quasi già controllare la gara. Sarà un errore: la Macedonia, come anche detto da Buffon in conferenza stampa, sa essere fastidiosa e lo dimostra non appena rientrata dall’intervallo.

UN “CORTO” HORROR

L’Italia torna sul terreno di gioco, molle, distratta o meglio, come definita dal proprio allenatore, “superficiale”. E i danni arrivano subito: il cronometro batte il minuto 57, quando un retropassaggio sciagurato di Verratti, concede la ripartenza a Nestorovski. Il centravanti macedone evita Bonucci e piazza il pallone nell’angolo sinistro della porta italiana. La piccola bottega degli orrori non finisce qui: passano solo due minuti e un contropiede concesso che nemmeno nei dilettanti, consente a Pandev di scegliere addirittura con quale compagno chiudere l’azione. È Mojsov, con la difesa che respinge il suo tiro, spazzand, però, male il pallone, lasciandolo proprio sui piedi di Hasani, abile a riprendere e insaccare.

CI PENSA CIRUZZO

Quello che ormai è diventato un refrain della tifoseria laziale, accade in campo. Quando tutto volge al peggio, è il biondo numero undici a rischiarare il panorama tricolore. Eccolo pronto, al 75’, a deviare sottoporta il suggerimento di Candreva. Due pari, e Ventura almeno riprende i colori. Passano i minuti, la manovra italiana ha un che di frenetico, tornare in Italia con metà posta è una sconfitta, forse qualcosa di più quando arriva la notizia che la Spagna è passata in Albania. Pandev , nel frattempo si spegne, e con lui i padroni di casa, che capitolano al 91’sotto i colpi della premiata ditta Candreva-Immobile: cross del primo, incornata vincente del secondo. Tutti a casa, missione compiuta. La paura è passata, Ventura ride e si coccola il centravanti che mancava: potente, efficace, educato. Non vorremmo proprio essere nei panni di Pellè.