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Nobel a Bob Dylan, dal Premio Lunezia nessuna meraviglia

bob-dylan-nobelROMA –  «È dal 1997 che il Premio Lunezia assegna ogni anno un riconoscimento al valore musicale e letterario delle canzoni. Questo Nobel a Dylan rende omaggio anche a noi vent’anni dopo». Così commenta l’Avv. Roberto Benvenuto, Membro della Commissione Direttiva del noto Premio musicale. Una precisazione necessaria visto che l’eco della decisione presa a Stoccolma non si è ancora affievolita e qualcuno continua a storcere il naso. «Un evento che ci coinvolge ed emoziona. Per primi abbiamo fortemente creduto alla canzone quale peculiare forma d’arte, al valore musical-letterario delle sue parole, e proprio su questa convinzione abbiamo fondato il Premio Lunezia».

Premio Lunezia, tra Fernanda Pivano e Fabrizio De André

«Chissà se Fernanda Pivano», continua Stefano De Martino, ideatore del Premio Lunezia, «Quella sera d’estate ad Aulla, sul palco della prima edizione nel 1997, mentre premiava Fabrizio De Andrè per il brano “Smisurata Preghiera”, si sarebbe mai immaginata che un giorno la letteratura delle canzoni sarebbe giunta al riconoscimento completo, alla definitiva consacrazione quale forma d’arte?».

Dylan, De André quando la poesia diventa musica

È questo ciò che è accaduto veramente con la nomina del Premio Nobel per la letteratura a Robert Zimmerman, in arte Bob Dylan. Un riconoscimento definitivo, primo in assoluto per un cantante, quando le canzoni fanno parte a pieno titolo della letteratura contemporanea e possono raccontare, al pari dei quadri, dei libri, del cinema e del teatro, il mondo e le vicende umane. Questo Nobel, premia in definitiva anche il Lunezia, che sull’ideale palcoscenico dove è stato premiato il menestrello di Duluth, con determinazione e lungimiranza ha portato avanti con un impegno tanto rilevante.  «La Pivano, in procinto di premiare De André durante prima edizione, si rivolse a lui e disse: anziché chiamarti il Bob Dylan italiano, dovrebbero dire che Dylan è il De André americano», conclude De Martino.