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Champions League: la Juve sbanca Lione, Il Napoli cede al Besiktas

champions leagueROMA – Non vanno a braccetto come Obama e Renzi lungo i viali della Casa Bianca. Anzi, una da una parte, una dall’altra. Juventus e Napoli, destini opposti per le italiane. Se Allegri torna dalla Francia con tre punti, la testa del girone e un capitano, Buffon, che gonfia il petto davanti a critica e tifosi, regalando una prestazione da dieci in pagella, Sarri mastica amaro, amarissimo, vedendo il suo Napoli cozzare contro gli scorbutici turchi del Besiktas, che tornano a Istanbul col bottino pieno, consapevoli di essere andati oltre anche le più rosse aspettative. Il dettaglio.

LIONE-JUVENTUS=0-1

Allegri chiama, la Juventus risponde, eccome se risponde. E il tono della risposta è forte e chiaro: Lione sbancata, punti preziosi, cuore e grinta come piace al tecnico, un Buffon formato mondiale. Di più difficile chiedere, di più difficile dare. E quando, al 9’ del secondo tempo, i bianconeri sono rimasti in dieci per le ingenuità del giovane Lemina, in pochi avrebbero scommesso sulla vittoria dei torinesi. Che è arrivata, costruita su uno dei più antichi adagi di questo sport: qualcuno crea, qualcun altro conserva. Il primo ha l’inconfondibile capigliatura di Juan Cuadrado, geniale ad inventare una traiettoria che, al 31’ della ripresa, beffa tanto tribune e tifosi di casa quanto il portiere Lopes, in attesa di un un cross e non di un perfido quanto preciso tiro in porta. Il compito di conservare, spetta a Buffon. Che si prende non solo la copertina per i tre (almeno) interventi da campionissimo, ma risponde da par suo a quanti, testuale, “ avevano già fatto il mio funerale”. Lunga vita al Gigi nazionale, se la Juve è in corsa il merito è tutto suo.

NAPOLI-BESIKTAS=2-3

Diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Atalanta, Roma, Besiktas: ecco gli indizi a carico del Napoli di Sarri, che inevitabilmente diventano prova. Prova che il suo Napoli, è ufficialmente in crisi. Di gioco? Forse. Di risultati? Sicuramente? Di fiducia? Chiaro come il sole. La squadra che perde davanti al proprio pubblico è figlia di tutto e un po’, ma soprattutto di incertezze ed errori (da mani nei capelli quello di Jorginho che regala il secondo vantaggio ai turchi per non parlare del penalty sciupato da Insigne), da discutibili scelte del tecnico azzurro, e dalla flessione generalizzata delle “migliori firme”. I tre gol subiti dal Besiktas (a proposito: visto che Quaresma?) sanno di bocciatura per un’idea di gioco più che per quello espresso: ora Sarri, al momento più difficile della sua intera gestione, dovrà essere bravo a tirare su il morale di un gruppo che, forse, ha pensato che essere belli da vedere significa automaticamente gloria e successi. Poi ti capita un Salah, un Aboubakar di turno che ti rompe le uova nel paniere, e giù nell’abisso. Nulla è perduto; tra due settimane si può ripartire proprio dagli ultimi arrivati: la trasferta in casa Besiktas, se preparata a dovere limando errori e nefandezze, può regalare la qualificazione con due turni di anticipo.